Salute

Aifa Ritira famoso Antibiotico: “Pericolo alto, non assumetelo”. Ecco qual è

Aifa Ritira famoso Antibiotico: “Pericolo alto, non assumetelo”. Ecco qual è

L’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha disposto il ritiro dalle farmacie di un lotto dell’antibiotico Amoxicillina Acido Clavulanico della TEVA impiegato per la terapia e cura di varie malattie e patologie come endocardite e otite. Si tratta del lotto n. HT6111 – AIC 037526011 con scadenza 02-2020.

Il provvedimento si è reso necessario in seguito alla comunicazione da parte della società Sandoz e successiva notifica di allerta rapida pervenuta dall’agenzia dei medicinali tedesca, concernenti segnalazioni dall’Egitto per la presenza di grumi di polvere nel suddetto farmaco. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute procederà con gli adempimenti necessari per la verifica del ritiro avviato dalla ditta.

Aifa, Allarme Farmaco per ipertensione: “Non assumetelo, C’è rischio”. Ecco qual è

L’Agenzia Italiana del Farmaco, ha comunicato il ritiro da parte della ditta Neopharmed Gentili della specialità medicinale PRINIVIL. Questo farmaco serve per la terapia e cura di varie malattie e patologie come Infarto, Insufficienza cardiaca, Ipertensione. Il lotto interessato dal provvedimento è il n.190125 con scadenza 6-2022 – PRINIVIL*14CPR 5MG – AIC 026830012 della ditta Neopharmed Gentili.

Il richiamo si è reso necessario a seguito di notifica da parte della ditta, concernente il rinvenimento di alcuni involucri con confezionamento secondario errato in quanto riportante denominazione difforme (Prinivil 5 mg compresse anziché Luvion 100 mg capsule) rispetto a quanto indicato sul blister, bollino, foglio illustrativo e numero di lotto che invece risultano correttamente corrispondenti a Luvion 100 mg capsule. Anche il lotto n. 190125 con scadenza Giugno 2022 della specialità medicinale LUVION*20CPS 100MG – AIC 024273056 è stato oggetto di ritiro.

Aifa ritira famoso farmaco per la pressione alta: “Rischio alto, non assumetelo”. Ecco qual è

Ritirati dalle farmacie alcuni lotti del farmaco antipertensivo Irbesartan. A comunicarlo è l’Agenzia italiana del farmaco, che ha disposto il ritiro di 3 lotti del medicinale Irbesartan Doc *28CPR 150MG – Aic 040865065 della ditta Doc Generici Srl.

L’Agenzia italiana del farmaco ha infatti disposto il ritiro di alcuni lotti Irbesartan Mylan dopo la notifica di allerta proveniente dall’agenzia francese. La nota in seguito alla quale si è deciso il ritiro riguarda risultati fuori specifica per impurezza durante il processo di produzione della materia prima.

Quanto all’Italia, ecco i lotti del farmaco per ipertensione ritirati dalle farmacie:

  • lotti n. 8077162 scad. 12-2019 e n. 8073957 scad. 12-2019 della specialità medicinale IRBESARTAN MY*28CPR 150MG – AIC n. 041458175
  • lotto n. 8072639 scad. 12-2019 della specialità medicinale IRBESARTAN MY*28CPR 300MG – AIC 041458314

Allarme Aifa: Questi due famosi farmaci uccidono il cuore. Rischio infarto per chi li assume

L’Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco – ha pubblicato due note informative sugli effetti collaterali gravi riportati in seguito alla somministrazione di due medicinali.

Sono infatti stati segnalati casi di epatotossicità per il farmaco RoActemra, utilizzato nel trattamento di diverse forme di artrite e dolori reumatici e un aumento di mortalità per malattie cardiovascolari correlato all’assunzione di Adenuric, farmaco contro la gotta.

Farmaci pericolosi: Casi di epatotossicità per il farmaco RoActemra

La prima nota diffusa dall’Aifa riguarda il farmaco venduto con il nome commerciale di RoActemra e contenente il principio attivo tocilizumab. Il medicinale è utilizzato nel trattamento di varie forme di artrite, tra cui l’artrite reumatoide, l’artrite idiopatica e l’artrite a cellule giganti.

Nel contesto della farmacovigilanza, sono stati riportati episodi di grave danno epatico nei pazienti trattati con tocilizumab. Tra i danni al fegato segnalati epatite, ittero e insufficienza epatica acuta: in alcuni casi il danno è stato così esteso da richiedere un trapianto di fegato.

La frequenza dei casi è considerata rara, ma l’Aifa sottolinea la necessità di rivolgersi subito al medico qualora si manifestino sintomi e segni di disturbi del fegato. È importante monitorare i livelli delle aminotransferasi nei pazienti che assumono questo farmaco, così da poter intervenire tempestivamente nel caso in cui i livelli enzimatici non risultino nella norma.

Febuxostat aumenta la mortalità nei pazienti con malattie cardiovascolari

La seconda nota diffusa dall’Aifa riguarda il principio attivo febuxostatcontenuto nel farmaco Adenuric. Febuxostat agisce inibendo l’attività enzimatica della xantina ossidasi, riducendo la formazione di acido urico nei pazienti affetti da gotta.

In uno studio clinico condotto per valutare la sicurezza cardiovascolare di febuxostat e allopurinolo nei pazienti con gotta e malattie cardiovascolari si è osservato un rischio significativamente maggiore di mortalità per cause cardiovascolari nei pazienti trattati con febuxostat rispetto a quelli che assumevano allopurinolo.

L’Aifa pertanto sconsiglia la somministrazione di febuxostat nei pazienti con malattie cardiovascolari preesistenti come isctus, angina o infarto del miocardio. Si raccomanda di informare sempre il medico su eventuali patologie cardiovascolari se si soffre di gotta e di segnalare all’Aifa qualsiasi effetto collaterale riscontrato, comunicandolo al medico o al farmacista oppure compilando l’apposita modulistica online.

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