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Allarme clienti Poste Italiane: Rischio chiusura improvvisa del conto. Attenti ai versamenti e prelievi. Le novità del Mef

Allarme clienti Poste Italiane: Rischio chiusura improvvisa del conto. Attenti ai versamenti e prelievi. Le novità del Mef

Le banche o Poste Italiane possono procedere con la chiusura del conto corrente unilateralmente se i conti sono oggetto per reati finanziari da parte della Magistratura o per controlli operati dalla Guardia di Finanza, sempre che sia dimostrato un livello di rischio di credito elevato eccessivo. È quanto risulta da una interrogazione della Commissione Finanze del Senato.

La chiusura del conto corrente in Poste italiane: deve essere motivata

Il conto corrente non può essere chiuso all’improvviso ma c’è bisogno che si presentino determinate condizioni,  che permettono alla banca o alle Poste di potere operare la chiusura unilateralmente. Il cliente deve sempre essere avvisato tramite raccomandata con avviso di ricevimento spedita almeno quindici giorni prima. Rispondendo a interrogazioni in Commissione Finanze del Senato, è stato chiarito che le banche o Poste Italiane possono stabilire unilateralmente di chiudere i conti correnti oggetto d’indagine da parte della Guardia di Finanza o da parte della magistratura su reati finanziari, sempre che non vi sia un livello di rischio di credito eccessivamente elevato.

Come spiega Il Mef: Banche e Poste italiane continuano ad essere tenute, durante il periodo transitorio, a monitorare le operazioni effettuate sui libretti al portatore esistenti, laddove è precisato che “Il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contante, anche se non eccedenti la soglia e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante di importi non coerenti con il profilo di rischio del cliente, costituisce elemento di sospetto”.

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Conto corrente: versamenti e bonifici sotto controllo, ecco come il Fisco ci spia

Nulla sfugge all’occhio vigile dell’Agenzia delle Entrate conoscenze tutto dei contribuenti. Ecco in che modo il Fisco avvia gli accertamenti su: prelievi, versamenti e bonifici. Come possiamo evitare l’ispezione? Il Fisco ha rafforzato la rete sui controlli ai conti correnti bancari e di poste italiane. L’Agenzia delle Entrate conosce ogni singolo movimento di denaro, come: prelievi, versamenti e bonifici.

Esaminare i contribuenti non è mai stato così semplice, infatti, l’Amministrazione Finanziaria con un click ispeziona i conti correnti dei clienti, vigilando sulla quantità di denaro accreditata sul proprio conto (titoli, cassette di sicurezza ecc.), nonché, l’eventuale deposito presso altri istituti di credito. Così, l’Amministrazione Finanziaria intercetta le “attività” sospette. Ora, non tutto fa scattare la luce rossa che porta all’accertamento del Fisco, vediamo come superare il checkup dell’Agenzia delle Entrate.

Come scattano i controlli dell’Agenzia delle Entrate sul conto corrente bancario o di Poste italiane?

Sappiamo che sistematicamente gli istituti di credito (Banche e Poste) inviano all’Amministrazione Finanziaria tutti i dati bancari dei clienti, tali informazioni, affluiscono nell’Anagrafe dei conti correnti. Ecco perché non sfugge più nulla al Fisco, in quanto, nel max archivio convolano tutti i movimenti bancari dei clienti.

Vista la mola delle informazioni contenute nell’archivio, è difficile stabilire esattamente cosa faccia scattare la verifica. Tuttavia, si ipotizza che i controlli dei conti correnti vengono attivati in presenza dell’accertamento, ossia, il Fisco opera nel momento in cui registra delle anomalie, relative all’afflusso di denaro. È ovvio che l’Agenzia delle Entrate non controlla minuziosamente i versamenti, oppure i bonifici dei contribuenti, né tanto meno gli eventuali prelievi sui conti bancari o di Poste.

È bene sapere che la verifica sui prelievi potrebbe scattare solo su importi di denaro abbastanza cospicui, ossia, parliamo di grosse cifre. In questo caso, potrebbero scattare delle verifiche dell’istituto di credito ( Banche o Poste) che chieda le informazioni al cliente sul motivo o sulla destinazione del denaro.

A questo punto la banca o le Poste non inviano all’Amministrazione Finanziaria la “motivazione” fornita dal cliente, tuttavia, la trasmettono alla direzione centrale della banca. La quale, deciderà se far scattare l’accertamento inoltrando il plico contente i dati del cliente all’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF). Un passaggio che scatta, solo nel caso in cui la direzione centrale ritiene di trovarsi dinanzi un possibile illecito, oppure, in presenza di un reato finanziario.

Bonifici effettuati e ricevuti, visionati dal Fisco

L’Agenzia delle Entrate visiona i bonifici in entrata e uscita fatti sui conti Poste Italiane o bancari, il che significa che attraverso l’Anagrafe dei conti correnti avvia la verifica sul conto corrente che riceve il bonifico per accertarsi che il cliente lo abbia regolarmente certificato in sede di dichiarazione dei redditi, oppure, che sussista la prova certa che il bonifico ricevuto sia esentasse. Stesso discorso per i versamenti che non rispecchiano in pieno la dichiarazione dei redditi. Il Fisco potrebbe avviare accertamenti chiedendo la provenienza e la destinazione del denaro.

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