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Arriva il Bonus Befana: 475 euro per tutti gli italiani all’epifania. Come fare per averlo

Arriva il Bonus Befana: 475 euro per tutti gli italiani all’epifania. Come fare per averlo

Arriva il bonus Befana fino a 475 euro per spese fino a 2,5 mila. Si tratta di un rimborso che arriverà il giorno dell’Epifania, una sorta di dono dell’Epifania del governo giallorosso. È questa l’ipotesi alla quale sta lavorando il Mef insieme a palazzo Chigi, come anticipa Adnkronos.

Cashback e no aumento Iva

In sostanza, è il cosiddetto cashback, di cui si è già anticipato nei giorni scorsi (leggi Rimborsi per chi paga con bancomat o carta di credito), ovvero la restituzione di parte dell’Iva per chi usa carte e bancomat evitando il ricorso al contante. A quanto si apprende da fonti di governo, l’Iva non verrà aumentata su alcun prodotto, esclusi quindi anche quelli di lusso

Cos’è il bonus Befana

Si concederà, invece, ai contribuenti la possibilità di cumulare le spese effettuate con bancomat e carte, fino a 2mila e 500 euro, godendo successivamente di un superbonus del 19% che arriverà direttamente sul conto corrente nei primi giorni dell’anno nuovo, in concomitanza con l’epifania (da qui il nome del bonusbefana). Il tetto previsto è di 475 euro (e quindi il 19% di 2.500 euro) anche se ancora i tecnici sono al lavoro sui numeri.

Morani: niente tasse ma soldi in tasca agli italiani con #bonusbefana

A confermare il bonus lo stesso sottosegretario al Mise, Alessia Morani che scrive su Twitter: “non solo non tassiamo le #merendine ma riduciamo l’IVA su pasta e latte e altri beni di prima necessità per aiutare le famiglie. E sapete che c’è? Alla fine dell’anno metteremo anche un po’ di soldi in tasca agli italiani con il #bonusBefana. Il resto sono chiacchiere e #fakenews”.

Lotta all’evasione fiscale

Gli strumenti di pagamento tracciabili, secondo gli intenti, consentirebbero di potenziare la lotta all’evasione fiscale (dell’IVA in particolare) e delle forme di pagamento “in nero” poiché si andrebbe a semplificare il monitoraggio, da parte del Fisco, dei flussi di denaro e l’emersione di operazioni sospette.
Da un rapporto della Banca d’Itali (datato gennaio 2019, ma con dati aggiornati 2016), emerge che in Italia nel 2016 il contante è stato lo strumento più utilizzato nei punti vendita: l’85,9% delle transazioni è stato regolato in contanti, per un valore pari al 68,4% del totale.
Innanzi al neo ministro dell’economia Roberto Gualtieri sarebbe giunto un dossier che il titolare del dicastero dovrà analizzare lavorando insieme a tecnici ed altri esponenti dell’Esecutivo. Le misure al vaglio sono molteplici (incentivi, ma anche disincentivi) e rivolte a diversi operatori, ovvero sia alle attività economiche e professionali, sia nei confronti di coloro che effettuano i pagamenti.

Bonus Befana e Agevolazioni per chi paga col POS: dal cashback alle detrazioni

Si lavora, in prima battuta, su una riforma delle deduzioni e delle detrazioni fiscali volta a premiare gli utilizzatori dei pagamenti elettronici. Da un lato, il Governo punta a introdurre agevolazioni fiscali puntuali nei confronti chi paga in modo tracciabile, ad esempio attraverso carta di credito o bonifico.
Dall’altro, invece, si guarda alle spese attualmente detraibili: per continuare e vedersi riconosciuti bonus e sconti fiscali (per esempio per spese mediche, canoni di locazione, istruzione, ecc.), i cittadini potrebbero essere “costretti” ad effettuarle con metodo tracciabile o pagamento con moneta elettronica.
Ma non è tutto: chi usa il bancomat potrebbe addirittura beneficiare di un “cashback” sull’importo speso, ovvero un rimborso fiscale pari a una percentuale del pagamento effettuato con strumenti alternativi al contante. Si pensa di concederlo sia a negozianti che famiglie, iniziando eventualmente non su tutte le transazioni, bensì prima dai settori in cui è presente un alto tasso di evasione.

Incentivi per chi si dota di POS e riduzione commissioni sui micropagamenti

Altri incentivi potrebbero essere introdotti anche nei confronti di attività economiche e professionali che si dotano di POS o di altri terminali per consentire i pagamenti elettronici, ad esempio concedendo loro un credito d’imposta a copertura dei costi per installazione e gestione del POS, almeno per il primo anno.
Per stimolare gli operatori a preferire particolarmente elettronici, tuttavia, appare evidente come sarebbe opportuno anche intervenire sulle commissioni che i commercianti pagano agli istituti di credito per le singole transazioni, in particolare quelle sui piccoli pagamenti.
Il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, avrebbe già intavolato una trattativa con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) volta a rivedere il sistema delle commissioni sulle transazioni elettroniche e ad abolirle per i cosiddetti micropagamenti.
“Sto parlando da mesi con gli operatori – dichiara Villarosa – e resto sempre più convinto che per incrementare l’utilizzo degli strumenti digitali è fondamentale eliminare i costi delle transazioni digitali sotto i 5 euro e ridurre pesantemente i costi per quelle sotto i 25 euro e garantire bassi costi per quei settori a bassa marginalità come, ad esempio, benzinai o edicolanti”.

Disincentivi all’uso del contante

Se da un lato si vuole incentivare la moneta elettronica, dall’altro si vuole disincentivare l’uso del contante. In un primo momento era emersa la proposta (elaborata dal Centro studi di Confindustria) di tassare i prelievi di contante da bancomat o sportelli bancari e postali, ma il MEF sembra escludere categoricamente tale possibilità.
Invece, sarebbe opportuno inasprire le sanzioni nei confronti degli esercenti che non utilizzano il POS e non accettano pagamenti con carte di credito e debito. In effetti, già dal 2014 per i commercianti e i professionisti vige l’obbligo di dotarsi del POS, tuttavia le sanzioni nei confronti dei trasgressori sono talmente basse da non avere un effetto deterrente. Addirittura è intervento il Consiglio di Stato ritenendo prive di fondamento di legge le sanzioni previste per professionisti e commercianti che non accettano dai clienti i pagamenti con carta.

P.A. obbligata ad accettare solo pagamenti elettronici

Infine, l’Esecutivo potrebbe arrivare a coinvolgere direttamente la Pubblica Amministrazione. Oltre a rafforzare il sistema PagoPA, che consente di pagare le pendenze con gli enti con metodi elettronici, si potrebbe introdurre un vero e proprio obbligo a carico dell’Amministrazione di accettare solo pagamenti elettronici.
Sempre per frenare l’uso del contante, è di questi giorni, inoltre, la proposta di introdurre una card unica valevole sia come carta d’identità, che come tessera sanitaria e per effettuare pagamenti elettronici nell’ottica dello stop al contante. Un simile progetto potrebbe semplificare l’uso dei pagamenti elettronici anche per quelle cittadini, ad esempio gli anziani, che hanno poca dimestichezza con le moderne tecnologie.

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