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Bufera D’Alessio. Accuse choc: “Mi teneva in schiavitù, prestazioni per 15 ore. Un incubo”. Fan sotto choc

gigi d'alessio e figli Ilaria e Claudio

È accusato dalla ex colf di averla presa a schiaffi e insultata. Addirittura nell’atto di citazione si arriva a parlare di “stato di semi schiavitù”. Imputato davanti al tribunale di Roma è Claudio D’Alessio, figlio del cantante Gigi, che il prossimo 27 settembre dovrà ricomparire in aula per rispondere alle domande del pubblico ministero Mauro Masnaghetti.

La vicenda incriminata si sarebbe svolta in un appartamento in via Michele Mercati ai Parioli, nel 2014: in seguito ad una lite di D’Alessio junior con all’epoca compagna Nicole Minetti, è scattata la denuncia della domestica Halyna Levkova che avrebbe raccontato agli investigatori di essere stata maltrattata dal datore di lavoro.  La collaboratrice domestica avrebbe circostanziato diversi episodi, così per il figlio del cantante napoletano venne disposto il rinvio a giudizio. Accuse dalle quali, seppure alcune sono già prescritte, Claudio d’Alessio dovrà difendersi.

Claudio D’Alessio, le accuse della colf

L’italiano lo parla con difficoltà. Ma i ricordi di Halyna Levkova – un tempo colf di Claudio D’Alessio (figlio di Gigi) sotto processo per i comportamenti tenuti verso la donna – emergono con nitidezza davanti al giudice: «La telefonata di Claudio non la scorderò mai. Dopo avermi picchiata e cacciata di casa nel cuore della notte, mezza nuda, mi ha chiamato mentre ero al pronto soccorso e mi ha detto: “Se mi denunci, faccio salire i miei amici di Napoli, quelli che tu sai, e faccio uccidere tuo figlio (Nazar, 24 anni)”». È il fulcro della testimonianza durata due ore e mezzo della domestica che con la sua denuncia ha fatto finire Claudio sotto processo con l’accusa di lesioni e violenza privata.

Secondo il pm Giovanni Mento, la notte del 5 luglio 2014 il figlio del cantante , 30 anni, l’ha percossa causandole ematomi su tutto il corpo e poi l’ha cacciata dalla sua abitazione in via Giuseppe Mercalli, ai Parioli, dove per anni ha vissuto al suo servizio. Ieri la donna, 58 anni, ha ripercorso in aula i momenti di quella serata: «E’ stato drammatico – ha premesso Levkova –. Nell’appartamento ho dormito sempre in una stanza senza porta e armadio, al limite della schiavitù, lavorando in nero 15 ore al giorno. E lui non mi ha quasi mai pagato. Ero pronta ad andarmene». Qualche istante di pausa per rimettere in ordine i pensieri nell’aula gremita, e poi ancora: «Quella sera Claudio e la compagna Nicole Minetti fanno rumore. Scendo per dirgli di smetterla, di farmi dormire – ricorda Halyna, assistita come parte civile dall’avvocato Francesco Di Ciollo –. Allora lui mi aggredisce: “E’ casa mia e faccio quello che mi pare”».

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A questo punto la colf si blocca per la commozione, si asciuga gli occhi e poi riprende a parlare: «Gli dico che avrei chiamato il padre per i soldi. Lui, come una furia, ha preso le mie cose, mi ha spinto contro il muro, poi ha minacciato di uccidermi e infine mi ha sbattuto fuori casa. La compagna per la paura si è chiusa a camera». Una volta in strada, con addosso solo una maglietta, la donna si è recata al pronto soccorso del San Filippo Neri: «Lì è arrivata quella maledetta telefonata». Prossima udienza il 12 settembre: è prevista la testimonianza di Nicole Minetti. Commentate con noi sul gruppo ufficiale di Uomini e Donne di Maria de Filippi e seguici su Google News.

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