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M5S: Reddito di Base Universale, 500 euro a tutti i disoccupati senza bisogno di Isee. Le novità

M5S: Reddito di Base Universale, 500 euro a tutti i disoccupati senza bisogno di Isee. Le novità

Non sembra tramontata l’idea del Movimento 5 stelle di creare un Reddito di base universale indipendentemente dall’Isee per tutti. Ricordiamo infatti che nel programma pentastellato accanto all’assegno di 780 euro del reddito di cittadinanza, previsto per le persone in povertà assoluta, legato alla cosiddetta «prova dei mezzi», ossia alla necessità di dimostrare il proprio stato di bisogno, era stato abbozzato, seppure in versione sperimentale, un «reddito base universale», garantito cioè a tutti, a prescindere dalla situazione del reddito familiare.

Si tratta di un assegno di 500 euro al mese che verrebbe assegnato a tutti i disoccupati, indipendentemente dall’Isee

 Questo reddito incondizionato durerebbe per due anni. I giovani dovrebbero essere impegnati nella loro formazione. Una vecchia di Pasquale Tridico, il consulente principale di Luigi Di Maio, è quella di far iscrivere i giovani agli uffici di collocamento in modo da aumentare il tasso delle persone in cerca di occupazione e, dunque, il potenziale di crescita dell’economia, aumentando in questo modo anche gli spazi di flessibilità europea.

L’idea è stata quindi riproposta recentemente proprio dal leader spirituale del movimento. Si legge, infatti,  sul blog di Beppe Grillo a firma di Valentina Petricciuolo in data 17 maggio 2019:

“E questa è la prova che i politici sono in qualche modo collusi e complici nel voler mantenere il sistema dei lavori inutili in esistenza perpetua. Come già sostenne Orwell quando disse che un popolo occupato a lavorare, anche in impieghi del tutto inutili, non ha tempo per fare molto altro. Ciò rappresenta un incentivo in più a non fare nulla per modificare la situazione.

Ma il libro è molto più di una denuncia perché nell’ultimo capitolo di Bullshit Jobs Graeber prospetta una soluzione reale che, a detta di molti, potrà risolvere questa piaga: il REDDITO DI BASE UNIVERSALE. Che significa dare ad ogni adulto, incondizionatamente, dai disoccupati ai miliardari, una somma di denaro sufficiente a coprire le esigenze primarie.

Cosa succederebbe se tutti avessimo una libertà finanziaria tale da permetterci di evitare di fare questi lavori inutili?

Il RBU potrebbe riequilibrare il rapporto tra lavoratori e datori di lavoro ed eliminare infelicità e disperazione. I superiori, infatti, possono esercitare il loro sadismo e far fare lavori degradanti e inutili ai propri dipendenti solo perché sanno che quelli non hanno alternativa.

Dare a tutti un RBU permetterebbe alle persone di dire: “me ne vado” e lasciare l’odiato lavoro senza gravi conseguenze. Permetterebbe alle persone di scegliere un lavoro che sia appagante e motivante.

Troppe persone fanno lavori senza senso e ne soffrono profondamente, con conseguenze psicologiche anche gravi, perché si sentono senza alcuno scopo e impossibilitati a fare qualcosa di buono per gli altri. Sfortunatamente, la nostra società è basata sull’adorazione del “dio lavoro” e sul considerare utili le giornate passate in ufficio, anche se il risultato è pari a zero. Il RBU permetterebbe alle persone di scegliere come poter davvero contribuire alla società.

Secondo Graeber è giunto il momento di innescare una rivoluzione come quella portata avanti dalle suffragette, le attiviste per l’emancipazione femminile degli inizi del ‘900, che rese possibile il voto alle donne, o quella per i diritti civili degli afroamericani che ebbe come leader il grande Martin Luther King! Un movimento per il Reddito di Base Universale!

Dobbiamo liberarci da questo lavaggio del cervello che ci è stato somministrato dalla nascita per costringerci ad ubbidire e ad essere incardinati in un sistema che ha preferito l’apparenza e il mantenimento dello status quo al benessere e la felicità delle persone”.