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Poste Italiane promuove lo spostamento in Marocco dei risparmi. Paura prelievo forzoso? Ecco cosa sta succedendo

Risparmio senza frontiere è la soluzione proposte da Poste Italiane molto conveniente e semplice per trasferire i propri risparmi.

Tale servizio consta della collaborazione tra Poste Italiane e Al Barid Bank e con esso è possibile trasferire il denaro, anche quello depositato sul libretto di risparmio postale italiano sul libretto della Cassa di Risparmio Nazionale aperto in Marocco. Ecco allora le principali caratteristiche di tale servizio ed i costi competitivi.

Il servizio di risparmio senza frontiere: le info di Poste italiane

Risparmio Senza Frontiere Marocco è il servizio mediante il quale si potranno trasferire i propri risparmi (anche quelli presenti sul libretto di risparmio italiano) sul libretto della Cassa di Risparmio Nazionale aperto in Marocco. Per fruire di tale servizio, però, sarà necessario recarsi presso uno dei tanti uffici postali di Poste Italiane abilitati al servizio di “Eurogiro”. Ovviamente si dovrà essere possessori di un libretto della Cassa di Risparmio Nazionale aperto presso la Al Barid Bank. Il primo vantaggio di tale operazione sarà la tariffa promozionale che si riceverà per spostare il denaro in Marocco mentre il secondo grande vantaggio sarà la possibilità di usare e gestire i propri risparmi sia nel nostro paese che in terra marocchina.

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I costi in promozione

Fino al 31 luglio del 2020 per gli importi da trasferire da 0,01 euro a 250 euro si pagheranno 3 euro. Dopo tale data il costo continuerà ad essere lo stesso. Le commissioni promozionali fino al 31 luglio 2020 per il trasferimento di denaro dai 250,01 euro ai 500 euro sarà di 3 euro mentre dopo tale data sarà di 6 euro. Infine fino al 31 luglio per il trasferimento di denaro da 500,01 euro fino al massimale consentito, il costo sarà di 3 euro mentre dal 1° agosto di 12 euro. Ricordiamo che le commissioni saranno applicate da Poste Italiane in quanto in Marocco i servizi forniti dalla Caisse d’Espargne Nationale saranno gratuiti.

Libretti di risparmio postale

I libretti di risparmio postale che si potranno sottoscrivere al momento sono quello smart e l’ordinario. Quest’ultimo sarà l’ideale per versare e prelevare in tutti gli uffici postali anche con la carta libretto e su di esso si potrà accreditare sia la pensione Inpdap che Inps. L’altro, con l’offerta supersmart, darà un tasso di interesse più alto rispetto a quello garantito dalle somme libere. Esso, poi, potrà essere gestito anche dal web e mediante all’applicazione BancoPosta di Poste italiane.

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Prelievo forzoso, cos’è e quando può accadere?

Il Governo potrebbe decidere di eseguire prelievi forzosi sui conti correnti dei cittadini per far fronte alla scarsa liquidità di questo periodo. Questa misura rappresenterebbe la via più immediata per combattere la crisi economica e rimpinguare velocemente le casse dello Stato. Per rendere operativi i prelievi forzosi sui conti correnti o ( compresi conti correnti di Poste Italiane) è sufficiente avere l’approvazione del Parlamento, sia nel caso lo si attui attraverso un decreto legislativo  o che se si avalli con un decreto legge.

Nel primo caso sarà il Parlamento ad autorizzare l’esecutivo per legiferare in materia di prelievi forzosi. Nel secondo, l’esecutivo adotta addirittura immediatamente il provvedimento normativo giustificandolo con lo stato di necessità ed urgenza. Il decreto legge è inoltre un atto normativo che pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ha una efficacia immediata. Da quel momento dunque non solo il prelievo forzoso diventa esecutivo ma sarà fatto divieto per i correntisti di prelevare grandi somme a tutela dei propri risparmi.

Il prelievo forzoso lede il diritto all’uguaglianza della capacità contributiva dei cittadini?

Il prelievo forzoso colpisce i depositi dei conti correnti sia bancari che di Poste italiane e dunque non la ricchezza effettivamente posseduta dagli italiani. Questo significa che se la propria liquidità è stata capitalizzata in altro modo, ad esempio con l’acquisto di beni immobiliari, non si deve temere nulla. Al contrario di ciò che accadrebbe se invece si fosse scelta la strada dei depositi su conto corrente. Inoltre, alla luce di quanto detto, potrebbe capitare che qualche cittadino più attento decida di eseguire un corposo prelievo dal proprio conto prima dell’intervento della manovra governativa.

Anche l’apertura di un fido costituirebbe un ostacolo al prelievo forzoso e dunque l’impiego di uno o più escamotage impedirebbe allo Stato di prelevare forzosamente in maniera equa e democratica. E’ pur vero che il Governo arriva a scegliere di eseguire i prelievi forzosi solo in caso di forte necessità. L’ultima volta parliamo del 1992 quando, per risanare le casse erariali, il Governo Amato prelevò forzosamente il 6 per mille sui conti correnti dei cittadini di allora.

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