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Tragedia a Corleone: madre e figlia trovate senza vita. La lettera d’addio: “Scusatemi non ce la faccio più”

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Corleone è stata scossa da un dramma devastante che ha lasciato l’intera comunità senza parole. Una donna, Lucia Pecoraro, 78 anni, ha tolto la vita alla figlia Giuseppina Milone, 47 anni e affetta da disabilità, per poi impiccarsi nel terrazzo della loro abitazione. Una tragedia consumata nel silenzio di una casa conosciuta da tutti per la sua apparente serenità.

📝 La lettera d’addio: “Scusatemi, non ce la faccio più”

Quando i soccorritori hanno aperto la porta, dopo le insistenti chiamate dei familiari, si sono trovati davanti a una scena dolorosissima. A lanciare l’allarme erano stati i nipoti, preoccupati per l’assenza di risposte della donna.
Sul tavolo, una lettera scritta da Lucia, poche righe intrise di disperazione:
“Scusatemi, ma non ce la faccio più. Chiedo perdono a tutti.”

⚠️ Il peso delle difficoltà dopo la morte del marito

Secondo chi conosceva la famiglia, Lucia non avrebbe retto al crescente carico emotivo e fisico della cura della figlia, soprattutto dopo la scomparsa del marito Salvatore, ex infermiere dell’ospedale dei Bianchi, molto stimato in paese.
A conferma di ciò, gli stessi conoscenti raccontano che il recente viaggio a Pompei, fatto da madre e figlia con un gruppo religioso, aveva segnato un peggioramento nelle condizioni di Giuseppina, che al rientro faticava anche a camminare.

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💬 La voce dei vicini: “Una famiglia unita, non avremmo mai immaginato tutto questo”

Un vicino di casa, visibilmente commosso, ha raccontato:
“Erano una famiglia molto legata. Il padre era un uomo perbene e la sua morte ha tolto un punto di riferimento fondamentale. Nessuno avrebbe mai pensato a un epilogo simile.”

🤝 Il messaggio dell’associazione ParlAutismo

Anche l’associazione nazionale ParlAutismo ha espresso il proprio dolore. La fondatrice, Rosi Pennino, ha dichiarato:
“Sappiamo bene il peso che un genitore porta sulle spalle quando accudisce un figlio con disabilità. Non giudicate. Il dolore che attraversa queste famiglie è spesso invisibile.”

🔎 La ricostruzione dei carabinieri

Secondo le prime indagini, Lucia avrebbe strangolato la figlia con una corda e poi si sarebbe tolta la vita. Quando i parenti non hanno visto Giuseppina presentarsi all’esame clinico programmato, hanno iniziato a chiamare insistentemente. Non ottenendo risposte, hanno contattato il 118 e successivamente i vigili del fuoco.
Poco dopo, i carabinieri hanno confermato la tragedia. Una storia che spezza il cuore e che mette in luce la fragilità silenziosa di chi vive quotidianamente situazioni difficili senza chiedere aiuto.

 

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