Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha disposto nuovamente i domiciliari per Dimitri Fricano, lโuomo condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per lโomicidio della fidanzata Erika Preti, avvenuto nel 2017 a San Teodoro, in Sardegna, durante una vacanza di coppia. La decisione รจ arrivata in seguito alla richiesta dei legali dellโuomo, che hanno segnalato un ulteriore peggioramento delle sue condizioni di salute.
Fricano torna a scontare la pena nella casa della madre
Con il nuovo provvedimento, Fricano, oggi 38 anni, sconterร la pena ai domiciliari presso lโabitazione della madre a Biella. Lo stesso luogo dove aveva giร trascorso 15 mesi di detenzione prima del suo rientro in carcere nel febbraio scorso. La misura alternativa alla detenzione, prevista dal codice penale per motivi di salute, ha giร suscitato forti polemiche in passato, soprattutto da parte della famiglia della vittima. Durante il precedente periodo di libertร vigilata, i familiari di Erika Preti avevano espresso indignazione per averlo incontrato per strada mentre si recava alle terapie. Anche in questa occasione, il provvedimento รจ stato concesso sulla base di perizie mediche che attestano lโincompatibilitร di Fricano con il regime carcerario.
Le condizioni di salute e le motivazioni dei giudici
Secondo quanto emerso, il nuovo provvedimento sarebbe legato a un ulteriore peggioramento fisico dellโuomo. Fricano soffre infatti di obesitร cronica e di gravi problemi cardiaci e respiratori, aggravati dal fumo. Durante la detenzione, il suo peso era arrivato a superare i 200 chilogrammi, costringendolo a muoversi in sedia a rotelle e a sottoporsi a terapie continue. Nel 2023 gli era giร stata concessa una scarcerazione temporanea per curarsi, con la possibilitร di uscire da casa per tre ore al giorno per sottoporsi ai trattamenti medici. Successivamente, a inizio 2024, la richiesta di proroga era stata respinta, con il rientro in cella e la promessa di individuare strutture penitenziarie adatte ai detenuti con gravi patologie.
Lโomicidio di Erika Preti e la condanna
Dimitri Fricano era stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato per la morte della fidanzata Erika Preti, 28 anni, uccisa con 57 coltellate il 12 giugno 2017 durante una vacanza a San Teodoro. Dopo una lunga battaglia legale, la condanna a 30 anni รจ diventata definitiva nel 2022. La nuova misura dei domiciliari prevede tuttavia restrizioni piรน severe: Fricano potrร avere contatti esclusivamente con i genitori e sarร costantemente monitorato dalle forze dellโordine. Il provvedimento, concesso anche in considerazione della mancanza di strutture penitenziarie adeguate al suo stato clinico, รจ destinato a riaccendere il dibattito sullโequilibrio tra diritto alla salute e giustizia per le vittime.
Un caso che continua a far discutere
Il caso Fricano resta uno dei piรน controversi degli ultimi anni, sia per la brutalitร del delitto che per le successive decisioni giudiziarie. Mentre i familiari di Erika Preti chiedono ancora giustizia piena, i giudici hanno ritenuto necessaria la misura alternativa per tutelare la salute del detenuto. Una vicenda che continua a dividere lโopinione pubblica tra diritti umani e memoria delle vittime.
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