A quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua ad alimentare dubbi, nuovi sviluppi e ricostruzioni che sembrano allontanare โ piรน che avvicinare โ la veritร . Le indagini riaperte sulla figura di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, si intrecciano oggi con una pista che sembrava promettente: quella del canale di Tromello, indicato come possibile luogo in cui sarebbe stata occultata lโarma del delitto.
Ma la realtร รจ diversa da quanto inizialmente ipotizzato. Gli oggetti sequestrati il 14 maggio scorso, tra cui una mazzetta da muratore, una pinza da camino e due asce spezzate, non sono stati trovati nel canale, bensรฌ consegnati da un privato cittadino.
La testimonianza ignorata per quasi due decenni
Tutto รจ partito dalla testimonianza di Gianni Bruscagin, che ha rivelato โ prima alle Iene, poi agli inquirenti โ di essere venuto a conoscenza di un episodio avvenuto nellโagosto del 2007, pochi giorni dopo il delitto: una persona (oggi deceduta) gli avrebbe raccontato di aver visto Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, arrivare con una borsa pesante nella casa di Tromello, per poi udirne il contenuto finire presumibilmente nel canale adiacente.
Una testimonianza che lโavvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, ricevette allโepoca ma che ritenne marginale, poichรฉ le indagini erano concentrate esclusivamente sul fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, poi condannato a 16 anni in via definitiva. Cosรฌ, il racconto di Bruscagin rimase inascoltato per 18 anni.
La veritร sugli oggetti โdel canaleโ
Il 14 maggio 2025, su richiesta della Procura, venne effettuato un sopralluogo nel canale di Tromello, nella speranza di recuperare quegli oggetti. La notizia del sequestro fece rapidamente il giro dei media, alimentando lโipotesi di una svolta. Ma durante la trasmissione Ore 14 Sera su Rai 2 รจ emersa una veritร diversa e piรน deludente: gli attrezzi non erano nel canale.
A consegnarli รจ stato un manovale egiziano residente nei pressi. Avvertito da un amico vigile del fuoco del sopralluogo in corso, lโuomo ha contattato i carabinieri spiegando che sette anni prima, durante una personale operazione di pulizia della zona โ prima ancora dellโintervento ufficiale del Comune โ aveva trovato quegli oggetti. Li aveva conservati, senza sapere del loro possibile collegamento con un delitto.
Qual รจ il valore probatorio?
Gli oggetti recuperati non sono ancora stati collegati scientificamente allโomicidio di Chiara Poggi. Nessuna traccia di sangue o materiale biologico rilevante รจ stata confermata pubblicamente finora. Tuttavia, il loro ritrovamento โ seppur indiretto โ sembra rafforzare, almeno in parte, la versione di Bruscagin, che continua a ritenersi un supertestimone ingiustamente ignorato per troppo tempo.
Unโinchiesta piena di falle
Il caso Garlasco, dal 2007 a oggi, si รจ contraddistinto per falle investigative, indizi parziali e piste abbandonate troppo presto. Il fatto che una testimonianza cosรฌ significativa sia rimasta sepolta per 18 anni solleva interrogativi anche sul modo in cui fu costruito il processo a carico di Stasi.
Oggi, mentre Andrea Sempio รจ nuovamente iscritto nel registro degli indagati, le analisi scientifiche sui nuovi reperti (tra cui un capello trovato nel sacco dellโimmondizia nella casa di Chiara) e lโattesa per i risultati dellโincidente probatorio tengono ancora accesa la speranza che la veritร possa emergere, anche se con colpevole ritardo. La prossima udienza รจ prevista il 4 luglio. Sarร forse il momento per sciogliere alcuni dei misteri che, da 18 anni, gravano sulla tragedia di Garlasco.
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