Ieri sera, lunedì 12 gennaio 2026, milioni di italiani sono rimasti incollati davanti a Rai 1 per la prima puntata de “La Preside”. L’interpretazione intensa di Luisa Ranieri ha colpito al cuore, ma ciò che rende questa fiction un vero evento televisivo è la realtà che si nasconde dietro la sceneggiatura. Il personaggio televisivo, infatti, non è frutto di fantasia, ma è ispirato alla vita e alla battaglia quotidiana di Eugenia Carfora, una donna che da quasi vent’anni combatte in “trincea” per salvare il futuro dei giovani di Napoli.
Chi è Eugenia Carfora: la “Preside Coraggio” del Parco Verde
Classe 1960, originaria di San Felice a Cancello (Caserta), Eugenia Carfora non è una dirigente scolastica comune. È un simbolo di resistenza civile. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha dedicato la sua intera carriera agli “ultimi”, lavorando prima nell’area difficile della Domitiana e approdando poi, nel 2007, nel cuore pulsante delle criticità della provincia napoletana: Caivano.
Attualmente alla guida dell’istituto professionale “Francesco Morano” nel Parco Verde – tristemente noto alle cronache come una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa – la Carfora ha trasformato la scuola in un fortino di legalità e speranza.
“Se perdo un minuto, perdo un ragazzo”
La filosofia di Eugenia Carfora è racchiusa in questa frase, che è diventata il suo mantra. La sua non è una presidenza “da scrivania”. Quando è arrivata a Caivano, ha capito subito che per riempire le aule vuote non bastavano le circolari: bisognava scendere in strada.
Famosa per i suoi blitz mattutini, la preside va letteralmente a bussare alle porte delle case popolari, nei vicoli e nei luoghi di ritrovo, per strappare fisicamente i ragazzi alla manovalanza criminale e riportarli tra i banchi. “Devo arrivare prima io di loro”, ripete spesso, riferendosi alla criminalità organizzata che vede nei giovani dispersi scolastici una risorsa facile da arruolare.
Oltre la Fiction: una missione di vita
Se la fiction di Rai 1 con Luisa Ranieri accende i riflettori su questa realtà, la missione di Eugenia Carfora continua a telecamere spente. Il suo lavoro ha trasformato l’Istituto Morano da edificio fatiscente e semi-deserto a un polo d’eccellenza e inclusione, dimostrando che anche nel cemento più duro, con la giusta cura, può nascere un fiore. Una storia vera di eroismo quotidiano che l’Italia aveva bisogno di conoscere.
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