Per decenni è stato il burattinaio silenzioso, l’uomo capace di fare e disfare i palinsesti televisivi italiani. Oggi, Lucio Presta decide di togliere il velo di omertà che spesso avvolge il mondo dello spettacolo. Il celebre manager dei VIP, in una lunga e schietta intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “L’Uragano” (edito da Piemme), ha deciso di raccontare la sua verità. Nessuno sconto, nessuna diplomazia: Presta affronta a viso aperto i trionfi, i tradimenti, le liti furiose e i dolori privati che hanno segnato la sua lunghissima carriera dietro le quinte del piccolo schermo.
Lucio Presta e il libro L’Uragano: confessioni senza filtri di un manager televisivo
Roberto D’Agostino lo aveva ribattezzato ironicamente “Brucio Presta”, un soprannome che il manager respinge con fermezza, pur ammettendo di avere un carattere fumantino. “Quando mi arrabbio, m’incendio”, ha confidato. Non si sente né più scaltro né più furbo degli altri, ma rivendica una lealtà quasi ossessiva verso i suoi assistiti. Nel libro L’Uragano, Lucio Presta ripercorre le tappe fondamentali della sua vita professionale, svelando aneddoti inediti che stanno già facendo tremare i corridoi delle grandi emittenti televisive.
Tra le sfuriate storiche che ricorda con maggiore intensità, c’è quella scaturita dalla feroce guerra dell’audience contro Antonio Ricci. Presta ricorda la follia mediatica di quel periodo, quando il papà di Striscia la Notizia iniziò ad attaccare duramente Paolo Bonolis, nel tentativo ostinato di “uccidere” il format concorrente, Affari Tuoi. Una battaglia epica che, secondo Presta, ha segnato l’inizio della discesa per il tg satirico, oggi meno forte rispetto al passato, mentre il programma dei “pacchi” continua a dominare incontrastato l’access prime time.
I vizi delle star: dall’umiltà di Roberto Benigni ai capricci estremi di Heather Parisi
Gestire le star significa confrontarsi quotidianamente con l’ego smisurato e le richieste più assurde. Eppure, ci sono delle eccezioni sorprendenti. Alla domanda su chi fosse il personaggio meno capriccioso con cui abbia mai lavorato, Lucio Presta fa un nome che non ti aspetti: Roberto Benigni. Il premio Oscar, a detta del manager, “non conosce proprio il significato della parola capriccio”, dimostrando un’umiltà rara in questo ambiente.
Diametralmente opposta è l’esperienza vissuta con Heather Parisi. La celebre showgirl viene descritta come la regina incontrastata dei capricci. Presta ricorda notti folli, come quando fu costretto a guidare per 630 chilometri, da Sanremo a Roma, nel cuore della notte, solo perché la ballerina aveva l’ossessione di dover dormire nel proprio letto. Ancora più surreali le richieste culinarie notturne: il manager racconta di essersi ritrovato a citofonare a perfetti sconosciuti alle 11 di sera, in luoghi improbabili, per assecondare la voglia improvvisa della Parisi di mangiare una mela e un caprino.
Il tradimento e il dolore: Lucio Presta, Paolo Bonolis e l’ingerenza delle mogli
Il capitolo emotivamente più devastante del libro L’Uragano riguarda le rotture professionali ed umane, in particolare quella con Paolo Bonolis. Presta tocca un tasto dolentissimo: l’ingerenza dei coniugi negli affari lavorativi. Riprendendo una massima che gli fu detta anni fa, spiega il dramma del manager: “Quando entri in competizione con la moglie o il marito che vorrebbe fare il tuo mestiere, avrai sempre uno svantaggio, perché tu con lui non ci vai a letto”.
Parlando di Paolo Bonolis, le parole di Presta trasudano un dolore profondo. Lo definisce l’amico che gli manca più di tutti. “Ci siamo voluti un bene dell’anima. Sono stato al suo fianco in tutti i suoi momenti bui e lui c’è stato nei miei. Sono molto addolorato”. La rottura è avvenuta quando la moglie di Bonolis, spinta — secondo Presta — da una smisurata sete di potere, ha cercato di fargli terra bruciata intorno. Il manager sentiva il dovere di rimettere i fatti in riga. Il rammarico più grande? Lasciare Bonolis intrappolato nella “prigione dorata” di Avanti un altro!. Presta stava lavorando per riportarlo in Rai, convinto che un talento del genere non dovesse ripetere lo stesso format per 15 anni. “Pensavo che saremmo diventati vecchi insieme”, confessa amaramente.
La rottura con Amadeus: “Al Nove giocherà in Lega Pro” e gli errori del passato
Altrettanto dura è l’analisi sulla separazione da Amadeus. Anche in questo caso, Presta punta il dito contro l’influenza della moglie, Giovanna Civitillo, accusandola di aver lavorato contro di lui affinché il marito si affrancasse dall’uomo che lo aveva riportato ad essere il numero uno della TV italiana.
Sul passaggio di Amadeus al canale Nove, Lucio Presta è lapidario. Nel libro scrive chiaramente: “Ora giochi in Lega Pro”. Il manager spiega che, accecato dal successo, Amadeus ha commesso l’errore di pensare che il lavoro di organizzazione e strategia fosse semplice. Presta sapeva che sul Nove l’ex direttore artistico di Sanremo sarebbe andato incontro a enormi difficoltà. La differenza sostanziale, sottolinea, è che Fabio Fazio è il suo programma (Che tempo che fa), mentre Amadeus è un eccezionale conduttore di format altrui.
Tuttavia, Presta non si nasconde dietro un dito e ammette anche i propri errori passati. Ricorda il clamoroso flop di quando, insieme ad Amadeus, lasciarono L’Eredità in Rai per tentare l’avventura a Mediaset. “Due programmi, due flop. Guadagnammo molti soldi, ma purtroppo fu un errore strategico colossale”.
Da Belen a Maria De Filippi: amicizie mancate e tradimenti inaspettati
Nelle pagine del libro L’Uragano c’è spazio anche per altre figure di spicco. Su Belen Rodriguez, Presta ha una visione chiara: è una donna che ha sempre messo l’amore e le questioni di cuore davanti alla progressione della propria carriera professionale. “E cosa vuoi dire a una persona che sceglie l’amore?”, chiosa rassegnato.
Meno concilianti sono i toni riservati a Giovanni Terzi, futuro marito di Simona Ventura. Nonostante Presta affermi di aver aiutato la Ventura a rientrare in Rai grazie a Paola Perego (moglie di Presta), accusa Terzi di estrema slealtà, sostenendo che quest’ultimo abbia sparso veleno gratuito su di lui e sulla sua consorte. Infine, ammette la totale assenza di sintonia e di feeling professionale con la regina di Mediaset, Maria De Filippi.
Il sogno nel cassetto: un Festival di Sanremo tutto al femminile
Nonostante le delusioni e gli inevitabili tradimenti che costellano il mondo dello spettacolo, Lucio Presta guarda ancora al futuro con passione. Alla fine di questa catartica confessione, rivela il suo ultimo, grande sogno professionale: organizzare un ultimo Festival di Sanremo rivoluzionario. Il suo desiderio? Vederlo condotto interamente da una donna, o da un team di sole donne. “Sono troppi anni che ci sono solo uomini al timone”, conclude, lanciando quella che suona come una vera e propria sfida ai vertici della televisione pubblica.
FAQ – Domande Frequenti sulle rivelazioni di Lucio Presta
Di cosa parla il libro “L’Uragano” di Lucio Presta?
Il libro L’Uragano, edito da Piemme, è un’autobiografia professionale in cui Lucio Presta, storico manager della televisione italiana, racconta i retroscena inconfessabili, le liti, i successi e i tradimenti vissuti dietro le quinte del mondo dello spettacolo in decenni di carriera.
Perché Lucio Presta e Paolo Bonolis hanno litigato?
Secondo quanto dichiarato da Presta, la storica e profonda amicizia con Paolo Bonolis si è interrotta a causa dell’interferenza della moglie di Bonolis. Presta l’accusa di aver agito per “sete di potere”, incrinando irrimediabilmente i rapporti professionali e personali tra i due.
Cosa pensa Lucio Presta del passaggio di Amadeus al Nove?
Presta è stato molto critico, paragonando il passaggio di Amadeus al Nove a una retrocessione in “Lega Pro”. Il manager ritiene che Amadeus abbia sottovalutato l’importanza di chi lavorava dietro le quinte e che abbia sbagliato strategia, a differenza di Fabio Fazio che è proprietario del proprio format.
Chi è la star più capricciosa secondo il manager?
Nell’intervista, Lucio Presta ha indicato Heather Parisi come la star più capricciosa con cui abbia lavorato, raccontando di viaggi notturni di oltre 600 chilometri e richieste di cibo improbabili a tarda notte. Al contrario, ha definito Roberto Benigni come l’artista più umile in assoluto.
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