Non ce l’ha fatta Pietro Silva Orrego, il ragazzo di quasi 20 anni rimasto gravemente ferito nel violento incidente avvenuto all’alba di domenica 16 novembre lungo viale Fulvio Testi, a Milano. Trasportato in condizioni disperate all’ospedale Niguarda, il giovane studente si è spento dopo ore di agonia nel reparto in cui lavora suo padre, cardiologo della struttura. Una tragedia che ha sconvolto familiari, amici e l’intera comunità scolastica.
Lo schianto: due auto a velocità elevata
L’incidente si è verificato intorno alle 5.30 del mattino, all’incrocio tra viale Esperia e viale Fulvio Testi. Secondo la prima ricostruzione della Polizia Locale, una Opel Corsa guidata da un 32enne risultato positivo al pretest per sostanze stupefacenti e una Mercedes Classe G noleggiata, con a bordo quattro ragazzi, procedevano a velocità molto elevata quando si sono scontrate. L’impatto è stato devastante: la Mercedes si è ribaltata, ha preso fuoco e alcune parti del veicolo sono state scagliate a metri di distanza. Oltre alla vittima, altre tre persone sono rimaste ferite: una donna di 30 anni in condizioni gravi, un ragazzo di 23 anni e il conducente della Opel. Il giovane alla guida del Suv è invece uscito illeso.
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Il tentato depistaggio del conducente del Suv
Proprio il guidatore della Mercedes, un 20enne senza patente, si è reso protagonista di un maldestro tentativo di depistaggio. Subito dopo lo schianto si è allontanato dall’auto con addosso una sola scarpa, provando a far credere agli agenti di essere un semplice passante sceso dal tram per prestare soccorso. Una versione crollata in pochi minuti. Gli agenti hanno infatti individuato la scarpa mancante all’interno del Suv, mentre le telecamere della zona e le testimonianze di alcuni presenti hanno confermato che era lui al volante. Anche un medico del Niguarda, intervenuto sul posto, lo avrebbe riconosciuto come reale conducente del veicolo. Le indagini hanno inoltre rivelato che la stessa Mercedes, dal valore di oltre 700mila euro, era già stata coinvolta in un incidente multiplo a Rho nel 2024.
Responsabilità e possibili conseguenze
Ora entrambi i conducenti rischiano gravi accuse penali. Il 20enne dovrà rispondere non solo del sinistro, ma anche del tentativo di ostacolare l’attività investigativa. Il 32enne alla guida della Opel, trovato positivo alla droga, è a sua volta indagato per guida sotto l’effetto di stupefacenti e per il ruolo nello scontro. La Procura di Milano, insieme alla Polizia Locale, sta analizzando videocamere, testimonianze e rilievi tecnici per definire con precisione la dinamica e stabilire eventuali concorsi di colpa. Nuovi sviluppi potrebbero emergere già nelle prossime ore.
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