Ha solo sei anni e per alcune ore ha fatto vivere ai genitori e ai carabinieri un incubo. Scomparso da Novate Milanese nella mattina di venerdì, un bimbo di origine peruviana è stato ritrovato ferito ma vivo all’ospedale di Desio, dopo un viaggio incredibile: venti chilometri da solo, tra autobus, treni e tratti a piedi.
La fuga del bimbo e il vuoto nei movimenti
Il bimbo era in casa, affidato a se stesso per pochi minuti. Quando i genitori sono rientrati, non lo hanno trovato più. Le prime ricostruzioni hanno permesso di seguire un pezzo del suo tragitto: il bambino è salito su un autobus Atm, la linea 89, ed è arrivato al capolinea di via Ciccotti, nel quartiere Comasina di Milano. Poi, un vuoto. Le indagini ipotizzano che da lì abbia preso un treno fino a Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza.
Le ricerche disperate
La macchina delle ricerche è partita subito. In campo carabinieri, elicotteri, unità cinofile molecolari. Ogni minuto che passava cresceva l’angoscia dei genitori e di chi era coinvolto nelle operazioni. Ma per ore nessuno riusciva a trovarlo, né a capire dove potesse essere finito.
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L’incidente a Cesano Maderno
La svolta, drammatica, è arrivata a mezzogiorno. In corso Roma, a Cesano Maderno, un’auto ha travolto un bambino all’altezza del civico 146. Era proprio lui, il piccolo scomparso da Novate. Immediato l’intervento dei soccorsi: il bimbo è stato portato in codice giallo all’ospedale di Desio. Le sue condizioni non sono gravi, nonostante le ferite riportate.
Il ricongiungimento e gli interrogativi
In ospedale, finalmente, il bambino ha riabbracciato i genitori. Una scena carica di emozione che ha segnato la fine di ore d’angoscia. Resta però l’interrogativo più grande: come sia stato possibile che un bambino di sei anni potesse spostarsi da solo per così tanti chilometri senza che nessuno lo fermasse o lo aiutasse. Una vicenda che si chiude con un lieto fine, ma che lascia aperto un tema delicato: la sicurezza dei più piccoli e la responsabilità di una comunità intera nel proteggere i bambini che si trovano in situazioni di evidente rischio.
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