Dopo 40 anni di silenzi e depistaggi, la Procura iscrive nel registro degli indagati un nome che potrebbe cambiare tutto. È l’amica della scuola di musica: troppi “non ricordo” e versioni che non convincono.
Il mistero di Emanuela Orlandi non smette di tremare. A distanza di oltre quattro decenni da quel maledetto 22 giugno 1983, arriva una svolta giudiziaria che ha il sapore di un terremoto. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Laura Casagrande, ex allieva della scuola di musica “Tommaso Ludovico da Victoria” e amica della ragazza scomparsa. L’accusa è pesante: false informazioni al pubblico ministero.
Non si tratta di una pista esterna o internazionale, ma di qualcuno che quel giorno era lì, a pochi passi da Emanuela. E che oggi, secondo gli inquirenti, potrebbe non aver detto tutta la verità.
I “non ricordo” e le contraddizioni davanti alla Commissione
Cosa ha fatto scattare l’indagine? Tutto ruota attorno alle audizioni di fronte alla Commissione bicamerale di inchiesta. La testimonianza della donna è apparsa costellata da troppi vuoti di memoria. Una serie di “buio totale”, “il nulla” e “non ricordo” che hanno insospettito il presidente della Commissione, Andrea De Priamo.
Secondo le ricostruzioni, Laura potrebbe essere stata l’ultima persona in assoluto a vedere Emanuela viva in Corso Rinascimento, appena uscita dalla scuola di musica. Eppure, le sue versioni sulle fasi immediatamente precedenti alla sparizione sono apparse contraddittorie, “come se volesse togliersi dalla scena”, spiegano fonti investigative. C’è poi il giallo della famosa telefonata ricevuta all’epoca da Laura: un messaggio dettato da una voce con accento “tra l’arabo e l’orientale”, che lei trascrisse velocemente. Un dettaglio che oggi viene riletto sotto una nuova luce.
La reazione di Pietro Orlandi: “Lei sa chi era il gancio”
La notizia è stata accolta con estrema attenzione dalla famiglia Orlandi, che non ha mai smesso di lottare. Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha definito questa novità “importante”. Il suo ragionamento è lucido e inquietante: se Laura è stata davvero l’ultima a vederla, potrebbe aver visto anche in che mani è finita Emanuela.
Pietro richiama l’attenzione sui vecchi verbali del giudice Sica e sulle famose “offerte di lavoro” (la tentazione della Avon) che Emanuela avrebbe ricevuto quel pomeriggio. “Le amiche parlano di persone che le avevano avvicinate”, ricorda Pietro. Laura Casagrande ha visto “il gancio” che ha portato via Emanuela? Dopo 40 anni, il cerchio sembra stringersi attorno a quel marciapiede di Roma.
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