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Garlasco, l’avvocato Lovati: Non difendo gli infami. Cosa voleva dire

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Massimo Lovati torna a far discutere. L’avvocato di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha rilasciato venerdì 26 settembre alcune dichiarazioni che non sono passate inosservate. «Io non difendo gli infami, è una scelta di campo. E non difendo nemmeno i collaboratori di giustizia e i pentiti», ha detto ai giornalisti commentando la nuova svolta nelle indagini. Una frase enigmatica che ha destato curiosità, anche perché pronunciata proprio all’indomani delle ultime novità investigative che riportano l’attenzione sul suo assistito. Resta da capire se dietro le parole del legale ci fosse un messaggio indiretto, come già accaduto in passato.

Lovati, Un avvocato sopra le righe

Lovati non è nuovo a uscite destinate a far discutere. Convinto dell’innocenza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio, in più occasioni ha lanciato ipotesi alternative sulle dinamiche del delitto di Garlasco. Aveva parlato persino di un «sicario» entrato in azione perché Chiara «aveva scoperto cose che non doveva sapere». Aveva inoltre messo in dubbio l’alibi del fratello della vittima, Marco Poggi, sostenendo che, pur trovandosi in vacanza in montagna, avrebbe potuto raggiungere Garlasco in due ore. Dichiarazioni che avevano attirato critiche e polemiche, ma che per Lovati rappresentavano il tentativo di guardare oltre le ricostruzioni già consolidate.

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L’inchiesta su Venditti

Oggi l’attenzione si concentra anche sull’indagine aperta dalla Procura di Brescia a carico di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, indagato per corruzione in atti giudiziari. Secondo l’ipotesi investigativa, Venditti avrebbe favorito l’archiviazione di Sempio nel 2017 in cambio di denaro. Gli inquirenti hanno trovato un appunto a penna su un bloc notes durante la perquisizione del 14 maggio scorso a casa della famiglia Sempio: «Venditti / gip archivia X 20-30 euro». Un riferimento che ha insospettito gli investigatori, sommato ad alcune intercettazioni già note.

La replica di Lovati

Sull’ipotesi della mazzetta, Lovati ha liquidato le accuse con toni sprezzanti: «Sono accuse che mi fanno ridere, sono parole scritte che non vogliono dire nulla e che indicano una cifra irrisoria se penso allo stipendio di un magistrato. Il pm può chiedere l’archiviazione, ma a disporla è un gip». Il legale ha voluto sottolineare che i genitori di Andrea Sempio non risultano indagati e che la madre ha già concluso la sua deposizione come testimone davanti alla Guardia di Finanza. «Quel biglietto non vuol dire niente», ha ribadito, ridimensionando il valore probatorio del documento.

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