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Garlasco: è giallo sulle luci accese nella casa vuota della nonna di Chiara il giorno prima dell’omicidio

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A distanza di anni dal tragico omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, emergono nuovi particolari che riaprono interrogativi rimasti irrisolti. Durante la puntata del 3 dicembre della trasmissione Storie Italiane su Rai 1, l’attenzione si è concentrata su un dettaglio finora rimasto in secondo piano: le luci accese nella casa della nonna della giovane la notte precedente al delitto. Un’abitazione che, all’epoca, avrebbe dovuto essere disabitata.

Le luci accese nella casa vuota: la nuova testimonianza

Secondo la ricostruzione fatta da una vicina di casa, la sera tra il 12 e il 13 agosto 2007, poche ore prima del ritrovamento del corpo di Chiara, le luci della villetta della nonna sarebbero state chiaramente visibili. Un fatto insolito, considerando che la nonna della vittima, Mariuccia Galli, non si trovava più nella sua abitazione perché ricoverata in una struttura riabilitativa in seguito a un incidente. «C’era luce nella villetta quella sera, e non capivamo il motivo», ha raccontato la donna, spiegando che il marito, tornando dalla cascina intorno alle 22, avrebbe notato l’anomalia. La stessa testimone ha riferito che già il giorno successivo, quando esplose la notizia dell’omicidio, quel particolare iniziò a circolare tra i residenti della zona.

Il racconto della vicina e il sopralluogo dei carabinieri

La vicina ha aggiunto che, dopo la diffusione del dettaglio, un maresciallo e un carabiniere si sarebbero presentati per raccogliere ulteriori informazioni su quanto osservato dal marito. Tuttavia, nel sopralluogo del 23 agosto 2007, gli accertamenti si sarebbero limitati agli esterni dell’abitazione, senza verifiche interne che potessero chiarire chi si trovasse nella casa la notte prima del delitto.

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Una villetta frequentata occasionalmente

Secondo il racconto della testimone, la casa della nonna veniva talvolta frequentata dal fratello di Chiara, Marco Poggi, che però quella sera si trovava in montagna con i genitori. Un dettaglio confermato da più fonti, insieme al fatto che almeno tre persone avrebbero notato la luce accesa durante la notte del 12 agosto.

Un particolare che riapre interrogativi

La presenza di luci in un’abitazione dichiarata vuota potrebbe rappresentare un elemento significativo nella ricostruzione dei fatti. Chi era nella villetta? Si è trattato di una dimenticanza o c’era effettivamente qualcuno al suo interno? Domande che, a distanza di anni, tornano a imporsi nel dibattito sul caso e che potrebbero arricchire ulteriormente il quadro investigativo già complesso del delitto di Garlasco.

 

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