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Lutto nell’Avvocatura: Muore l’avvocato “Ciccio”, lascia due figlie. Colleghi distrutti

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Lutto nell’Avvocatura: Muore l’avvocato “Ciccio”, lascia due figlie. Colleghi distrutti

Caserta. Col suo amato Sax. Allegro, pronto alla battuta, ma anche al consiglio fraterno. Un amico vero, insomma. Questo era Francesco De Vincentis, per tutti, “Ciccio”. L’avvocato con la passione del jazz è morto nella tarda mattinata di ieri a Caserta, la sua città: si è arreso dopo aver lottato a lungo contro la malattia alla quale aveva contrapposto la sua inesauribile voglia di vivere.

Centinaia i messaggi di amici e conoscenti che hanno invaso i social una volta appresa la tragica notizia: “Mi mancherai tanto…Fa buon viaggio..”; “Francesco: avvocato, artista musicista: nessuno come te”. “Ti ricorderò per sempre come una persona speciale”; “Odio questa terra che non ama i suoi figli, li avvelena, li abbandona e poi li uccide. Ciao Francesco, hai avuto un angelo accanto a Te, ora il suo angelo sarai tu.”

Moltissimi i ricordi legati a serate trascorse insieme all’insegna della musica e della convivialità. Un pezzo speciale di Caserta che va via per sempre, andando ad allietare il Paradiso con le sue note e la sua vitalità.

Il professionista, è morto intorno alle 12, in seguito ad una malattia lasciando senza parole quanti lo conoscevano e lo stimavano. All’abilità forense, Ciccio, così come lo chiamavano tutti, ha abbinato spiccate doti artistiche dimostrandosi un abilissimo pittore e un ottimo jazzista.

Toccato dal lutto anche il sindaco di Caserta Carlo Marino che ricorda la figura di Ciccio De Vincentis: «Ci ha lasciati dopo una dura battaglia il carissimo amico e collega avvocato Francesco De Vincentis – ha dichiarato – Era in grado di emozionarti in ogni momento. Esperto avvocato, pittore, musicista, amico di tutti e spesso insieme abbiamo venerato e sorseggiato “Bacco”.

Poche settimane fa, quando era nel pieno della sua sfida, lo incontrai per caso con le sue bellissime figlie alla Feltrinelli. Non lo nascondo, mi meravigliò il suo essere lì e sorridendomi con sofferenza mi disse: “sono uscito da casa, avevo voglia di comprare un libro con le mie figlie”.

Scappai e sperai. Mi resterà il suo essere innamorato della vita, il suo essere sempre felice e la sua famiglia che lo ha circondato sempre di amore e affetto. Queste storie  fanno comprendere a noi tutti che solo la profonda umanità può superare le grandi sofferenze della nostra società. Sono triste».

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