C’è silenzio e paura nei corridoi dell’istituto tecnico Pacinotti di Santi Cosma e Damiano. Dopo la morte di Paolo Mendico, il 15enne che si è tolto la vita il giorno prima del rientro in classe, i compagni di scuola vivono tra ansia e sensi di colpa. «Che fanno adesso, vengono a prenderci a casa?», si chiedono i ragazzi. «Tutti si sentono additati», ha spiegato al Corriere della Sera il sindaco Franco Taddeo, raccontando un paese sotto shock. Il primo cittadino ha aggiunto un dettaglio emblematico: «Avevo messo un vigile urbano alla fermata del bus perché i ragazzi fanno confusione. Oggi non c’era nessuno. Con i mezzi pubblici non viaggia quasi nessuno, proprio per evitare incontri. Sono spaventati e mi chiedo: se hanno così paura, sono davvero questi i bulli?».
I funerali di Paolo
Alla cerimonia funebre, soltanto un compagno ha avuto il coraggio di avvicinarsi ai genitori del ragazzo. Andrea, 14 anni, tra le lacrime ha abbracciato mamma Simonetta e papà Giuseppe: «Mi dispiace tanto», ha sussurrato stringendoli forte. «Andrea voleva bene a nostro figlio – ha raccontato Giuseppe – lui non è tra quelli che lo trattavano male, ci ha fatto piacere vederlo in chiesa. Ma gli altri dov’erano? Io non li ho visti». La dirigente scolastica Gina Antonetti ha assicurato che in chiesa erano presenti tutti gli alunni della classe, insieme ai docenti, anche quelli che non lavorano più nell’istituto. Eppure nessuno, a parte Andrea, ha trovato la forza di avvicinarsi alla famiglia.
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Le indagini
Gli investigatori stanno passando al setaccio chat, messaggi vocali e comunicazioni tra scuola e famiglia per ricostruire il contesto degli ultimi anni di vita del giovane. La madre di Paolo denuncia: «Ho una chat con un’insegnante che fa paura». Il padre è altrettanto netto: «Se avessero preso provvedimenti dal primo momento, tutto ciò non sarebbe successo».
Le accuse alla scuola
Per i genitori, la morte di Paolo è il risultato di denunce rimaste inascoltate e segnalazioni cadute nel vuoto, che avrebbero alimentato un clima di indifferenza. Un vuoto di azioni e di risposte che, a loro dire, ha lasciato Paolo solo di fronte ai suoi aguzzini.
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