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Carnevale in Toscana 2026: non solo Viareggio! I 3 borghi magici dove la festa è un’arte (e si mangia da Dio)

Carri allegorici a Viareggio e maschere barocche a Castiglion Fibocchi Carri allegorici a Viareggio e maschere barocche a Castiglion Fibocchi

Se pensate al Carnevale in Toscana, la mente corre subito alla passeggiata a mare di Viareggio. Giusto, è un classico intramontabile. Ma la Toscana, terra di campanili e antiche rivalità, nasconde tesori carnevaleschi che vanno ben oltre i carri giganti. Dai borghi medievali che si trasformano in salotti veneziani alle sfide tra contrade che durano da secoli, febbraio è il mese perfetto per riscoprire questa regione.

State programmando le gite per le prossime domeniche? Ecco i tre appuntamenti imperdibili per il Carnevale 2026, tra satira pungente e dolci che creano dipendenza.

1. Viareggio: il Re indiscusso (1-24 Febbraio)

Impossibile non partire da qui. Il Carnevale di Viareggio festeggia i suoi 153 anni e non dimostra rughe. Qui non si guardano solo i carri: si vive un’esperienza. Le giganti costruzioni di cartapesta (alte oltre 20 metri!) sfilano sui Viali a Mare sfidando la gravità e la censura politica.
Il consiglio? Andateci la domenica pomeriggio per il Corso Mascherato, ma restate fino al tramonto: vedere i carri illuminarsi con il mare d’inverno sullo sfondo è uno spettacolo che vale il prezzo del biglietto. E non dimenticate di salutare Burlamacco, la maschera simbolo della città.

2. Foiano della Chiana: il più antico d’Italia

Spostiamoci nell’entroterra, in provincia di Arezzo. Qui va in scena la storia. Il Carnevale di Foiano della Chiana vanta il titolo di “più antico d’Italia”, con documenti che risalgono al 1539. Ma non aspettatevi una festa polverosa: qui la competizione è feroce.
Il borgo è diviso in quattro cantieri (Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici) che lavorano tutto l’anno in gran segreto per creare carri spettacolari. A giudicarli, una giuria di esperti d’arte. L’atmosfera è vibrante, quasi da stadio, e la festa culmina con il “Rogo di Re Giocondo”, un fantoccio che viene bruciato in piazza per scacciare l’inverno.

3. Castiglion Fibocchi: la “Piccola Venezia”

Cercate qualcosa di raffinato, silenzioso e incredibilmente “instagrammabile”? Dovete andare a Castiglion Fibocchi (Arezzo). Qui non ci sono carri rumorosi, ma il Carnevale dei Figli di Bocco.
Immaginate un borgo medievale in pietra invaso da oltre duecento figuranti con maschere barocche e costumi preziosi, degni della migliore sartoria veneziana. Passeggiano lenti tra i vicoli, si mettono in posa, creano quadri viventi. È un evento magico, sospeso nel tempo, perfetto per gli amanti della fotografia e per chi fugge dal caos.

La sosta obbligata: Cenci e Frittelle

Non esiste gita in Toscana senza la merenda. A Carnevale la dieta è vietata. Ovunque andiate, dovete ordinare i Cenci (le chiacchiere toscane, friabili e piene di bolle) ma soprattutto le Frittelle di riso. A differenza di altre regioni, qui si fanno con il riso cotto nel latte, profumate all’arancia o al limone e rotolate nello zucchero semolato. Croccanti fuori, cremose dentro: ne mangerete una dozzina senza accorgervene.

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