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Senti arrivare l’impulso dell’abbuffata? Ecco come fermare il “raptus” prima che prenda il sopravvento

Una donna che ha tra le mani un bicchiere d'acqua Una donna che ha tra le mani un bicchiere d'acqua
Una donna che ha tra le mani un bicchiere d'acqua

La giornata lavorativa o di studio volge al termine, la stanchezza mentale si fa sentire e le difese emotive si abbassano. รˆ spesso in questo momento di transizione che quel “vuoto” allo stomaco smette di essere fame fisiologica e si trasforma in qualcosa di piรน oscuro e urgente: l’impulso incontrollabile di mangiare tutto, subito, fino a star male.

Chi soffre di bulimia o di binge eating conosce bene quel momento: il “raptus” non bussa alla porta, la sfonda. Sembra un’onda anomala impossibile da fermare. Ma gli esperti di disturbi alimentari ci dicono che, per quanto potente, quell’impulso ha una durata limitata. E con le giuste strategie mentali, รจ possibile “surfarlo” senza farsi travolgere. Ecco come.

Disclaimer importante: Questo articolo offre consigli comportamentali di supporto e non sostituisce il parere medico. La bulimia รจ un disturbo serio: se ne soffri, parlane con un terapeuta specializzato. Guarire รจ possibile.

1. La regola d’oro dei “10 Minuti”

Quando senti salire l’urgenza di abbuffarti, il tuo cervello entra in modalitร  “sopravvivenza”: vuole il cibo adesso. La strategia piรน efficace non รจ dirti “non lo farรฒ mai piรน” (che genera ansia), ma dirti: “Ok, posso farlo, ma devo aspettare solo 10 minuti”.

Metti un timer sul telefono. In quei 10 minuti, hai un compito preciso: distrarre le mani e la mente. Non restare in cucina. Esci a buttare la spazzatura, chiama un’amica, fai una doccia, metti lo smalto (che ti impedisce di usare le mani!). Spesso, l’apice dell’impulso dura pochi minuti: posticipare l’azione permette alla parte razionale del cervello di riprendere il controllo su quella istintiva.

2. Spezza la catena: cambia stanza, cambia scena

L’impulso รจ spesso legato a un contesto visivo: il divano, la dispensa aperta, la solitudine della cucina. Se senti che stai per cedere, cambia fisicamente ambiente.

Se sei in cucina, vai in bagno e lavati i denti (il sapore del dentifricio รจ un potente deterrente psicologico al cibo). Se sei in salotto, vai sul balcone. “Resettare” il campo visivo aiuta a interrompere il loop ossessivo del pensiero che ti ripete “mangia, mangia, mangia”.

3. Non รจ fame, รจ un’emozione: dagli un nome

Quasi sempre, l’abbuffata non serve a riempire lo stomaco, ma a “anestetizzare” un’emozione che non vogliamo sentire. Rabbia? Noia? Solitudine? Ansia per un esame?

Prima di aprire quel pacchetto di biscotti, prova a fare un respiro profondo e chiediti: “Di cosa ho veramente fame adesso?”. Forse hai fame di conforto (fatti un bagno caldo), di sfogo (scrivi su un diario o piangi se serve), o di contatto (abbraccia qualcuno o accarezza il tuo animale domestico). Riconoscere l’emozione toglie potere al cibo come unico “farmaco” possibile.


Se capita di scivolare, sii gentile con te stesso

Nessun percorso di guarigione รจ una linea retta. Se oggi dovesse capitare di cedere all’impulso, ricorda: non รจ tutto perduto. L’errore piรน grande รจ la compensazione (saltare la cena, punirsi). Non farlo.

Perdonati, respira e riprendi la tua routine dal pasto successivo come se nulla fosse accaduto. La guarigione non si misura dalle cadute, ma da quante volte scegli di rialzarti e volerti bene.

Hai bisogno di aiuto? Chiama il Numero Verde Nazionale per i Disturbi Alimentari: 800 180 969. Non sei solo/a.

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