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Europee: Lega vince, Il M5S crolla per colpa degli Insegnanti. Ecco la “Scuola” cosa ha deciso 

Europee: Lega vince, Il M5S crolla per colpa degli Insegnanti. Ecco la “Scuola” cosa ha deciso

I risultati delle elezioni europee 2019 hanno emesso alcune sentenze: la Lega è abbondantemente il primo partito d’Italia. C’è un vero e proprio crollo del M5S, che scende sotto il 20% ed è superato dal Pd. Male anche Forza Italia, che non arriva al 10%. Fratelli d’Italia si attesta intorno al 6%. Sotto la soglia del 4% sia +Europa sia La Sinistra sia i Verdi.

Il Movimento 5 Stelle crolla: colpa degli insegnanti

Per capire che peso hanno i docenti nel determinare i risultati delle elezioni politiche e soprattutto il tracollo del M5S bisogna fare un passo indietro alle elezioni del 4 marzo 2018. Come ha raggiunto tale risultato il M5S? Qual è stato il suo elettorato?Ipsos ha condotto uno studio molto interessante, dimostrando che il maggior elettorato del Movimento 5 Stelle, guidato da Di Maio e fondato da Beppe Grillo, è stato quello degli insegnanti per dire no alla Buona Scuola di Matteo Renzi.

Il sondaggio Ipsos nel dettaglio e le percentuali M5S

Secondo il sondaggio Ipsos, Istituto di Nando Pagnoncelli, pubblicato anche sul Sole24Ore, gli insegnanti, e tutto il pubblico impiego in particolare, hanno votato per il partito pentastellato.

In particolare la percentuale del 31,6% corrisponde proprio agli insegnanti, ma se consideriamo tutta la pubblica amministrazione il dato salirebbe a quasi il 41,6%. Tra i lavoratori della scuola solo il 17% ha votato per il Partito Democratico. Il Pd ha ottenuto una percentuale maggiore solo dal voto dei pensionati. Da notare anche la differenza di voto in base all’età: la percentuale maggiore per il Movimento 5 Stelle viene dalla fascia 18–34, ma il Movimento è andato bene anche nell’età età dai 35 in su.

Considerati i dati Ipsos, quindi, è più che lecito pensare che quell’elettorato abbia deciso di non rinnovare il suo voto, forse deluso da quelle che dovevano essere le aspettative per la scuola, il rinnovo contrattuale, il precariato, e la questione dei diplomati magistrale.

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