Il caso del delitto di Garlasco potrebbe essere a un’ulteriore, clamorosa svolta. Durante la recente puntata di Ore 14 Sera su Rai 2, condotta da Milo Infante, è stato rivelato un dettaglio scientifico che potrebbe riaprire il dibattito sul vero assassino di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli.
Tracce Elevate di DNA Maschile sotto le Unghie di Chiara Poggi
Secondo quanto riportato nel programma, sotto l’unghia del mignolo della mano destra della giovane vittima sarebbero state individuate quantità elevate di DNA maschile. Le analisi di comparazione avrebbero attribuito il profilo genetico ad Andrea Sempio, ex amico del fratello di Chiara e già coinvolto nelle indagini nel 2017, poi archiviate.
A differenza di quanto ipotizzato in passato, la quantità di materiale genetico rinvenuto sarebbe tale da escludere contaminazioni casuali o accidentali. Al contrario, i tecnici del Ris di Parma — incaricati delle analisi scientifiche — hanno parlato di un possibile contatto diretto, forse legato a un gesto di difesa durante la colluttazione che precedette la morte della giovane.
Come sono emersi questi nuovi dati?
La ricostruzione fornita da Rai 2 durante la trasmissione racconta che, durante l’autopsia eseguita pochi giorni dopo il delitto, le unghie di Chiara Poggi erano state recise e suddivise in sole due provette: una per le unghie della mano destra e una per la sinistra. Questo particolare, spesso trascurato, è tornato centrale grazie a uno studio approfondito sui campioni appartenenti alla mano destra, da cui è emerso il DNA in questione. “La quantità di DNA maschile trovata è molto elevata, compatibile con un contatto diretto, non una contaminazione”, è stato sottolineato in trasmissione.
Andrea Sempio di nuovo al centro delle indagini?
Nonostante nel 2017 l’indagine su Sempio fosse stata archiviata dalla Procura di Pavia, questo nuovo elemento potrebbe aprire scenari inediti. La notizia arriva in un momento già delicato, dopo che la Procura di Brescia ha avviato accertamenti su possibili irregolarità legate proprio alla richiesta di archiviazione a suo carico. Questo sviluppo potrebbe dare nuovo impulso alla ricerca della verità sulla morte di Chiara, avvenuta ormai più di 17 anni fa, e scardinare la convinzione che Alberto Stasi — ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva a 16 anni — sia stato l’unico protagonista della tragedia. Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili le reazioni della Procura e delle parti coinvolte.
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