Si allarga il fronte giudiziario legato al delitto di Garlasco. La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, con lโaccusa di corruzione in atti giudiziari. Secondo lโipotesi dei magistrati bresciani, guidati dal procuratore capo Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, Venditti avrebbe ricevuto o comunque gli sarebbe stata promessa una somma compresa fra i venti e i trentamila euro per favorire Andrea Sempio, indagato allora come oggi per lโomicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Garlasco, Le perquisizioni
Nelle scorse ore la Guardia di Finanza di Pavia ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni di Venditti, in quelle dei genitori e degli zii di Sempio e nei confronti di due carabinieri in congedo, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto. In totale i destinatari del decreto di perquisizione sono stati nove. Secondo quanto trapelato, lโattenzione degli inquirenti รจ concentrata sulla richiesta di archiviazione firmata da Venditti nel 2017. In quellโoccasione, al magistrato sarebbe stata corrisposta o promessa una somma โindebitaโ compresa tra i venti e i trentamila euro.
I movimenti bancari
Gli accertamenti bancari, chiesti dalla Procura di Brescia alla Guardia di Finanza, hanno fatto emergere una serie di movimentazioni anomale tra il dicembre 2016 e il giugno 2017. Le zie paterne di Andrea Sempio avrebbero emesso assegni per un totale di 43mila euro in favore del fratello, che a sua volta, insieme al figlio, avrebbe prelevato in contanti circa 35mila euro. Si tratta di cifre giudicate del tutto incongrue rispetto alle ordinarie movimentazioni bancarie della famiglia.
Secondo i pm, anche Giuseppe Sempio avrebbe versato a un suo parente un assegno da 5mila euro, subito prelevati in contanti. Proprio per verificare se ci sia un legame fra questi movimenti e il presunto pagamento per influenzare le indagini, oggi in casa dei genitori di Andrea Sempio e degli altri parenti coinvolti, oltre che nellโabitazione di Venditti e dei due ex militari, carabinieri e finanzieri hanno cercato โogni possibile elemento utileโ. Non solo nei pc, tablet e telefoni, ma anche tra appunti, agende e supporti di archiviazione risalenti a quegli anni.
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Lโappunto sul bloc notes
Un elemento ritenuto significativo dagli inquirenti รจ un appunto manoscritto trovato nellโabitazione dei genitori di Andrea Sempio. Su un bloc notes sarebbero comparse le parole: โVenditti / gip archivia x 20-30 euroโ con la data โfebbraio 2016โ. Lโannotazione, che secondo gli accertamenti preliminari sarebbe riconducibile alla grafia di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, presenta perรฒ una discrepanza temporale: lโarchiviazione effettiva arrivรฒ soltanto nel marzo 2017, un anno dopo rispetto alla data riportata sul foglio.
Le intercettazioni dimenticate
Oltre allโappunto, un secondo filone accusatorio riguarda alcune vecchie intercettazioni. In una conversazione attribuita al padre di Andrea Sempio emergerebbe il riferimento alla necessitร di โpagare quelli lรฌโ. Per la Procura di Brescia si tratta di un indizio che rafforza lโipotesi di corruzione. Dalle carte emergerebbe anche la โverosimile conoscenza anticipataโ da parte dei familiari di Sempio dei temi dellโinterrogatorio del 2017, oltre alla breve durata dello stesso.
Lโinterrogatorio di Andrea Sempio
Nel decreto di perquisizione si fa riferimento a unโintercettazione ambientale del 9 febbraio 2017, il giorno prima dellโinterrogatorio. Nella registrazione Giuseppe Sempio dice al figlio: ยซComunque ha detto che ti chiederร le cose che sono state depositate. Non รจ cheโฆยป. Andrea risponde: ยซSรฌ, lo soยป. Il padre aggiunge: ยซMassimo, se ti infila dentro qualche domanda che nonโฆ dici: guardi io non mi ricordo, son passati dieci anniยป.
Il giorno successivo, subito dopo lโinterrogatorio, padre e figlio vengono nuovamente intercettati mentre commentano le risposte date. Andrea ammette di aver โcannato unaโ domanda, quella relativa allo scontrino del parcheggio di Vigevano, usato come alibi. In quel frangente osserva anche che gli inquirenti sembravano โdalla nostraโ, perchรฉ alcune domande gli erano parse favorevoli.
I carabinieri in congedo
Il decreto di perquisizione richiama inoltre i rapporti definiti โopachiโ tra la famiglia Sempio e i due carabinieri in congedo Sapone e Spoto, che nel 2017 erano rispettivamente addetto e responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia. Secondo i pm, Sapone avrebbe avuto rapporti non istituzionali con i familiari di Sempio, mentre Spoto avrebbe intrattenuto contatti di durata giudicata โincongruaโ con lโindagato.
Le anomalie del 2017
A rafforzare i sospetti della Procura di Brescia ci sono anche altre anomalie riscontrate nelle indagini del 2017. I pm citano la brevitร dellโinterrogatorio di Andrea Sempio, la conoscenza anticipata da parte della famiglia delle domande che sarebbero state poste, e infine la formula tranchant con cui si concludeva unโannotazione del 7 marzo 2017: โCompleta assenza di elementi a supporto delle ipotesi accusatorie a carico di Andrea Sempioโ.
Questo insieme di elementi โ i movimenti di denaro, lโappunto sequestrato, le intercettazioni e i rapporti con i carabinieri โ ha spinto gli inquirenti a sospettare che lโarchiviazione del 2017 possa essere stata viziata da un accordo corruttivo. Lโindagine, coordinata dalla Procura di Brescia, prosegue ora per chiarire tutti i contorni della vicenda.
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