Il Caso Garlasco torna al centro dell’attenzione con nuovi sviluppi che potrebbero ridefinire l’intera vicenda. La Procura di Pavia ritiene di aver individuato un possibile movente che collegherebbe Andrea Sempio a Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007. Secondo il Corriere della Sera, gli inquirenti hanno identificato almeno sei elementi fondamentali su cui stanno costruendo il nuovo impianto accusatorio: il Dna, lo scontrino di Vigevano, alcune telefonate alla famiglia Poggi, una misteriosa impronta “33”, un’inchiesta parallela e le foto di Sempio davanti alla villetta.
Un movente finora mai emerso
Per anni si è ritenuto che tra Sempio e Chiara non vi fosse alcun rapporto diretto, oltre all’amicizia con il fratello Marco. Oggi, però, gli investigatori parlano di un collegamento finora rimasto riservato, che potrebbe rappresentare il possibile movente dell’omicidio. Nessun dettaglio è stato divulgato, ma il quadro sembra essersi modificato rispetto al passato.
Il Dna sotto le unghie della vittima
Le analisi della genetista nominata dal Tribunale, Denise Albani, hanno confermato che il profilo maschile rinvenuto nel 2014 sotto le unghie di Chiara corrisponderebbe alla linea paterna della famiglia Sempio. Una traccia ritenuta compatibile dalla Procura. La difesa, però, parla di contaminazione indiretta: secondo gli esperti Marina Baldi e Armando Palmegiani, il trasferimento potrebbe essere avvenuto tramite oggetti presenti in casa, come il telecomando della Playstation o superfici contaminate.
Lo scontrino di Vigevano
Il celebre scontrino del parcheggio, utilizzato nel 2008 da Sempio per sostenere la propria presenza a Vigevano nel momento del delitto, è tornato sotto analisi. Per la Procura, quel tagliando potrebbe non appartenere all’indagato e non dimostrerebbe la sua reale posizione. L’archiviazione del 2017 si basava anche su quel documento, oggi nuovamente contestato. Sempio continua a ribadire la sua versione, lamentando la mancata acquisizione delle immagini di sorveglianza dell’epoca.
Le telefonate alla famiglia Poggi
Dai tabulati emergono più chiamate al fisso dei Poggi nei giorni precedenti all’omicidio. Sempio dichiarò di aver cercato Marco, ignaro del suo soggiorno in montagna, e di aver confuso il numero fisso con il cellulare. Tuttavia, quei tabulati non vennero acquisiti integralmente nel 2007 e oggi rappresentano un punto controverso.
L’impronta “33” sul muro
Un altro elemento oggetto di nuove valutazioni è la cosiddetta impronta “33” trovata sulle scale che portano al seminterrato. Mentre in passato fu considerata inutilizzabile, una recente consulenza del Ris avrebbe individuato 15 punti compatibili con l’impronta di Andrea Sempio. La difesa contesta ferocemente: per i loro consulenti si tratterebbe di semplici “segni nell’intonaco”.
L’inchiesta parallela della Procura di Brescia
Parallelamente procede l’indagine su presunte irregolarità nella vecchia archiviazione. Il padre di Andrea Sempio, Giuseppe, e l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti sono indagati per ipotesi di corruzione. La Procura sostiene che ci sia stato un pagamento illecito; la famiglia e Venditti respingono tutto, parlando di spese legali e di accuse infondate.
Le foto di Sempio davanti alla villetta
Una serie di scatti realizzati nel pomeriggio del 13 agosto 2007 mostra Sempio vicino alla casa dei Poggi, prima in auto e poi in strada insieme al padre. Le immagini, diffuse di recente sui social, confermano quanto l’indagato ha sempre raccontato: dopo essere passato in mattinata da Vigevano, sarebbe tornato a Garlasco nel pomeriggio attratto dalla presenza della folla. Per la difesa, le foto confermano la sua versione; sui social, invece, hanno scatenato discussioni e sospetti.
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