Credevamo che fosse intoccabile, un monumento nazionale al pari della pizza e del Colosseo. Invece, anche un inno alla gioia nazionalpopolare come “Felicità” può diventare terreno di scontro, innescando una faida mediatica che coinvolge autori storici, attuali compagne e, ovviamente, l’eterna Romina Power. Tutto è nato da una confessione, forse troppo sincera, fatta dall’artista americana ai microfoni di Alessandro Cattelan, che ha scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo della musica italiana.
Può una sola parola, “banale”, cancellare quarant’anni di successi? A quanto pare no, ma può sicuramente ferire l’orgoglio di chi quel successo lo ha costruito rima dopo rima. Ecco cosa sta succedendo nel triangolo più famoso di Cellino San Marco (e dintorni).
La scintilla: “Non la volevo cantare, non era il mio genere”
Tutto ha inizio nel podcast “Supernova”. Romina Power, ospite di Alessandro Cattelan, si lascia andare a confidenze sulla sua carriera passata. In un clima rilassato, lancia la bomba: “Io non la volevo neanche incidere, la trovavo una canzone banale”, riferendosi proprio a “Felicità”, il brano presentato a Sanremo 1982 che, pur arrivando secondo, divenne una hit mondiale. Romina rincara la dose spiegando che quel tipo di pop melodico non rispecchiava i suoi gusti musicali, ben più sofisticati e lontani dalle sonorità che l’hanno resa celebre accanto all’ex marito.
Apriti cielo. Quella che doveva essere una semplice constatazione artistica si è trasformata in un’accusa di ingratitudine verso il brano che le ha regalato fama eterna.
La furia dell’autore: “Ha sputato nel piatto dove ha mangiato”
Il primo a non aver gradito l’uscita è stato Pepi Minellono, il leggendario paroliere che, insieme a Cristiano Minellono e Dario Farina, ha scritto il testo del brano (oltre a capolavori come L’Italiano di Toto Cutugno). Intervenuto nel programma “La Volta Buona”, Minellono non ha usato mezzi termini, definendo le parole di Romina un “clamoroso autogol”.
“Ha tradito il suo pubblico”, ha tuonato l’autore. “Sono abituato a sentirmi dire che scrivo canzoni banali, ma qui Romina ha sputato nel piatto in cui ha mangiato. Felicità le ha dato credibilità artistica in tutto il mondo”. A supporto della sua tesi, Minellono ha citato i numeri mostruosi del brano: oltre tre miliardi di visualizzazioni e ascolti registrati solo nell’ultimo anno a livello globale. Come a dire: se fosse stata così banale, non sarebbe ancora sulla bocca di tutti dopo quattro decenni.
L’entrata a gamba tesa di Loredana Lecciso
In una polemica che riguarda l’universo di Al Bano, poteva mancare la voce dell’attuale compagna? Assolutamente no. Loredana Lecciso è scesa in campo, apparentemente per difendere il brano, ma lanciando una stoccata sottilissima alla “rivale” storica.
Loredana ha svelato un retroscena privato raccontatole proprio da Al Bano: “Lui mi diceva sempre che tutto ciò che Romina bocciava, diventava un grande successo. Era un termometro al contrario”. Una frase che suona quasi come una sentenza: l’intuito artistico di Romina, secondo questa narrazione, funzionerebbe all’inverso. Lecciso ha poi concluso con amarezza: “Mi dispiace, è un po’ come dissociarsi da un inno mondiale. È un peccato”.
Il passo indietro (o di lato) di Romina: la lezione di italiano
Travolta dalle critiche social e mediatiche, Romina Power ha deciso di tornare sull’argomento per gettare acqua sul fuoco, utilizzando però l’arma della cultura. Con un post su Instagram, l’artista ha voluto fare una precisazione linguistica, spiegando l’etimologia della parola incriminata.
“Banale significa semplicemente qualcosa di comune, di neutro. Non è un termine offensivo. Purtroppo non tutti conoscono il significato delle parole”, ha scritto Romina, lanciando una frecciatina a chi l’ha attaccata. Secondo la cantante, il suo discorso è stato strumentalizzato per creare una polemica dal nulla, una “montagna da un monticello di talpa”.
Per chiudere definitivamente la questione, Romina ha ribadito il suo affetto per la canzone: “L’ho sempre cantata e continuerò a farlo, perché vedere la gioia e l’emozione del pubblico rende prima di tutto me felice”. La conclusione è un messaggio di pace (con riserva): “Solo chi cerca polemica e discordia può vedere cattiveria ovunque”.
Basterà questa spiegazione a placare gli animi o al prossimo concerto la parola “Felicità” avrà un retrogusto un po’ più amaro? Di certo, “un bicchiere di vino con un panino” da oggi ha un sapore diverso.
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