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Spezza il braccio ad un ragazzino di 13 anni. Insegnante chiede di fare volontariato per “espiare” la pena

Spezza il braccio ad un ragazzino di 13 anni. Insegnante chiede di fare volontariato per “espiare” la pena

Un brutto episodio successo due anni fa a Vicenza. Protagonista dello spiacevole fatto di cronaca è un insegnante di musica. Teatro una nota scuola media. Il ragazzino è un disabile e all’epoca aveva 13 anni.

Secondo quanto riporta il quotidiano Corriere della Sera, sezione Veneto, il 7 dicembre del 2017 l’uomo è stato denunciato e poi accusato di aver torto il braccio dietro alla schiena del ragazzino. Stando al racconto del docente l’adolescente era irrequieto e non smetteva di lanciare oggetti.

Stanco di dover richiamare verbalmente l’alunno gli ha quindi spezzato il gomito.

Questo nel corso della manovra prevista per riportarlo alla calma, usando il tappeto nell’aula di sostegno in cui adagiarlo.

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“Ho eseguito la manovra di contenimento come da protocollo e non gli ho torto il braccio, se gli ho fatto male non è stato certo voluto”.

La versione dello stimato professore F. B., 38 anni che, assistito dall’avvocato Jacopo Rigoni Stern, ha chiesto di poter estinguere il reato con il volontariato per un’associazione della Caritas. Di accedere quindi all’istituto della messa alla prova per non dover affrontare il peso del dibattimento.

La mamma dello studente

che aveva riportato oltre quaranta giorni di prognosi, si è costituita parte civile nel processo per chiedere i danni ma se venisse ammesso il volontariato per il professore allora dovrà rivolgersi al giudice civile.

Un fatto di cronaca che ha destato sconcerto nella comunità e a scuola. Il professore, infatti, secondo quanto affermato dai suoi colleghi non è mai lasciato andare a momenti di rabbia e isteria.

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