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Ylenia Carrisi, la rivelazione choc dopo 24 anni: “Volevano ucciderla, ha dovuto cambiare identità”

Ylenia Carrisi, la rivelazione choc dopo 24 anni: “Volevano ucciderla, ha dovuto cambiare identità”

Sono trascorsi ormai 24 anni, ma Ylenia Carrisi fa ancora parlare di sé. Dal suicidio nel Mississipi al nascondiglio in un convento di suore, il serial killer, il delitto passionale, il rapimento, le droghe e gli avvistamenti tra l’Italia e il Venezuela. Tante, forse troppe le piste seguite per trovare la figlia di Al Bano e Romina. A un anno dalla scoperta, ecco però rivelata una nuova ipotesi: il programma testimoni.

La nuova ipotesi del programma testimoni, nascosta per un anno: La tesi sostenuta dal detective Crescentini, viene rivelata solo a distanza di un anno dalla sua scoperta. Perché Crescentini avrebbe tenuto per sé una notizia così scioccante? Quali sono i dettagli che ancora nasconde? Chi o cosa c’è dietro la scomparsa di Ylenia? Perché la primogenita della famiglia Carrisi è stata costretta a cambiare identità? Chi dà la caccia a Ylenia Carrisi?

La teoria del detective:

L’investigatore, che da tempo segue le tracce di Ylenia, sostiene che la figlia di Al Bano e Romina non si sia mai lanciata nel Mississippi. Secondo Crescentini, infatti, la ragazza in quel periodo avrebbe sviluppato una dipendenza dalle droghe e la presunta relazione con Masakela e che sarebbero ben altri i motivi per i quali avrebbe raggiunto New Orleans. Dunque, secondo l’investigatore, la teoria del suicidio sarebbe solo un modo come un altro per depistare le indagini e Ylenia sarebbe ancora viva, inserita in un programma di protezione testimoni.

Le parole su Ylenia Carrisi del console Federico Mazza

Fabrizio Mazza racconta dell’incontro della ragazza con Alexander Masakela, un cornettista di 54 anni che già aveva conosciuto, con l’intera famiglia Carrisi in Italia nella città natale a Cellino. La ragazza finisce per innamorarsi della città e forse anche del musicista, infatti, nonostante il rientro dei suoi lei decide di restare. Voleva terminare il suo libro. L’investigatore però non nasconde che negli ultimi tempi la ragazza era spaventata dal fatto che due uomini stessero cercando di drogarla e ucciderla per qualcosa che aveva visto e che non poteva rivelare.

Tuttavia, Ylenia, che era in congedo dai suoi studi all’Università di Londra, tornò a New Orleans il 30 dicembre. I suoi genitori non presero sul serio queste sue paure. La ragazza si unì ai musicisti di strada e ai senzatetto e prese appunti. Restò con Masakelain un hotel trasandato in St. Charles Street, a cinque isolati dal quartiere francese, dove Masakela suonava.

Al Bano e Romina Power sentirono per l’ultima volta la sua voce il 1 gennaio. I due non si arresero subito all’idea che quella che era morta nel fiume fosse Ylenia. Infatti, cominciò un’indagine per trovarla. In un’ultima intervista, lo stesso Masakele ha rivelato: ‘Credo che Ylenia adesso sia al sicuro”. L’investigatore non sa dove sia Ylenia ma anche lui sostiene che la ragazza sia ancora viva e che la storia del tuffo nel Mississippi sia stata solo una messa in scena e che invece probabilmente la ragazza sia stata inserita in un programma di protezione testimonifacendole cambiare nome e identità.

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