Il giallo sulla scomparsa di Ylenia Carrisi torna al centro dellโattenzione internazionale. In attesa dei risultati della comparazione del DNA tra la famiglia e i resti di una donna trovata senza vita in Florida nel 1994, emergono due piste opposte: da una parte lโipotesi che la giovane pugliese sia stata uccisa dal serial killer Keith Hunter Jesperson, dall’altra una serie di elementi che alimentano dubbi e domande ancora senza risposta.
Ylenia Carrisi, Lโipotesi del “Killer Happy Face”
Lโagente speciale Dennis Haley, esperto in cold case, ha dichiarato davanti al tribunale di Bartow di sospettare che la vittima trovata lungo la Interstate 10 nei pressi di Holt possa essere proprio Ylenia. Jesperson, camionista noto come โHappy Face Killerโ, avrebbe confessato nel 1996 di aver strangolato una ragazza conosciuta in una stazione di servizio a Tampa, che si presentava con il nome di Suzy o Suzanne. Un dettaglio ha riacceso lโinteresse investigativo: unโamica di Ylenia avrebbe raccontato in un blog nel 2012 che la giovane usava a volte il nome Suzanne durante il suo viaggio negli Stati Uniti.
La ricostruzione del volto e il riconoscimento
Per cercare di identificare la vittima, lโinvestigatore Haley ha chiesto lโaiuto del disegnatore forense Paul Moody, che ha ricostruito unโimmagine del volto partendo dalle ossa ritrovate. Confrontando questa ricostruzione e un identikit precedente con le foto di Ylenia, sono state notate forti somiglianze. Dopo la diffusione delle immagini, sono arrivate decine di segnalazioni che collegavano la sconosciuta alla ragazza scomparsa da New Orleans nel 1994. Secondo Haley, Jesperson avrebbe riconosciuto subito la foto della figlia di Al Bano e Romina Power tra varie immagini mostrate.
I dubbi sullโipotesi del serial killer
Nonostante le coincidenze, permangono aspetti che non tornano. Il primo riguarda i travellers cheque lasciati da Ylenia nella stanza dโalbergo di New Orleans, insolito per chi intende continuare un viaggio. Quegli stessi assegni furono usati dal trombettista Alexander Masakela, inizialmente sospettato e poi scagionato. A complicare il quadro, nello stesso periodo scomparve anche una ragazza bionda quindicenne del West Virginia, anchโessa chiamata Suzanne. Testimoni affermarono di averla vista gettarsi nel Mississippi. La giovane chiamรฒ poi la famiglia, per poi sparire di nuovo senza lasciare tracce.
Due identitร confuse?
Il guardiano dellโAcquarium of America riconobbe inizialmente la foto della quindicenne, e solo successivamente quella di Ylenia, alimentando il sospetto che le due giovani possano essere state confuse allโepoca. Se cosรฌ fosse, la donna uccisa dal presunto serial killer potrebbe non essere Ylenia, ma la ragazza del West Virginia. Tutte le ipotesi resteranno tali fino allโarrivo del risultato definitivo del DNA, atteso nelle prossime settimane, che potrebbe finalmente chiarire uno dei misteri piรน discussi della cronaca italiana.
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