Scuola

Anief: Maxi risarcimento ai Dm di 70.000 euro per abuso contratti a termine. La sentenza rivoluzione

Anief: Maxi risarcimento ai Dm di 70.000 euro per abuso contratti a termine. La sentenza rivoluzione

Recentemente il Miur è stato condannato al risarcimento di 70.000 euro dai tribunali in favore di alcuni docenti precari che avevano intentato causa contro il Ministero dell’Istruzione, a dare la notizia è il sindacato Anief che attraverso una nota pubblicata sul sito del sindacato ha illustrato i particolari di questa sentenza.

Anief: MIUR condannato a 70.000 Euro per abuso contratti a termine

Il Sindacato Anief che si occupa anche di fornire assistenza legale in ambito lavorativo e scolastico ha fatto sapere che gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Irene Lo Bue e Salvatore Russo hanno ottenuto nuove sentenze in favore di alcuni docenti per i quali il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire somme per un totale di 70.000 euro.

La sentenza amessa dai tribunali riguardano i docenti precari che secondo i giudici hanno diritto a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

Le Con quattro nuove sentenze emanate dai tribunali del Lavoro di Parma (Avv. Lo Bue) e Civitavecchia (RM), patrocinata sul territorio dall’Avv. Russo, sei docenti ancora precari ottengono finalmente il giusto riconoscimento del grave danno subito per anni a causa dell’illegittima condotta del Ministero dell’Istruzione.

Le due sentenze di Parma, infatti, oltre a riconoscere il diritto delle docenti a percepire gli scatti di anzianità, esaminano nel particolare la specifica situazione dei lavoratori precari della scuola e, senza alcun indugio, rilevano come la sequenza ininterrotta di supplenze stipulate dai ricorrenti addirittura nel medesimo istituto

“dimostri che i posti formalmente di organico di fatto fossero, in realtà, posti vacanti e disponibili e che, pertanto, nel caso di specie l’Amministrazione scolastica abbia fatto ricorso abusivamente allo strumento del contratto a tempo determinato, nei termini delineati dalle sentenze della Corte di Cassazione”.

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