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Attenti ai risparmi in Banca o in Posta: Da lunedì arriva la tassa sui prelievi. Ecco cosa fare subito per evitarla

Attenti ai risparmi in Banca o in Posta: Da lunedì arriva la tassa sui prelievi. Ecco cosa fare subito per evitarla

Quali i rischi se non si effettuano prelievi dal conto corrente

Da un conto corrente si prelevano e si versano soldi a seconda delle proprie esigenze, ma non compaiono più prelievi e operazioni bancarie si corrono rischi? Il correntista che, per svariate ragioni, non effettua transazioni per cui sul conto non figurano movimenti si espone a controlli fiscali? L’assenza di prelievi a fronte di operazioni di versamento o accredito della retribuzione lavorativa può prestare il fianco ad accertamenti?

I dubbi che colgono i contribuenti riguardano le eventuali verifiche che l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare dinanzi a situazioni anomale. Potrebbe darsi che da un lato si registri il costante incremento del deposito bancario con versamenti in contanti o accredito dello stipendio. Dall’altro che l’assenza totale o quasi di prelievi determini una coincidenza sospetta fra il reddito dichiarato e l’ammontare complessivo dei risparmi.

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Ciò perché l’Autorità fiscale potrebbe chiedersi da quali fonti il contribuente attinga il necessario per provvedere alla propria sussistenza. Chi adotta condotte simili conosce quali i rischi corre se non fa più prelievi dal conto corrente? Il sospetto di un comportamento illegale in assenza di prelievi è legato all’eventualità che il correntista percepisca introiti che non figurano nella dichiarazione dei redditi. Soprattutto in questo periodo di coronavirus si sono intensificati i controlli, servono risorse e quindi la lotta al nero potrebbe essere un buon metodo per lo Stato di recuperare fondi.

Pochi prelievi, scatta la multa per nero

L’eventuale coincidenza tra il reddito dichiarato e il valore complessivo del deposito bancario potrebbe fomentare altri dubbi. L’ipotesi più frequente porta a sospettare che il contribuente disponga di denaro in nero o sporco con cui provvede alle necessità quotidiane. Utilizzando contanti di provenienza sospetta di cui si disfa per le contingenze, il correntista non erode il deposito bancario e non fa prelievi

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Un’eventuale interrogazione del Fisco imporrebbe la necessità di giustificare l’assenza di prelievi e il mantenimento di sé. Il redditometro fornirebbe una risposta plausibile perché monitora il potenziale di denaro spendibile del nucleo familiare nel suo insieme e non del singolo contribuente. Ne consegue che i mancati prelievi sono ascrivibili agli aiuti finanziari provenienti da parenti che si fanno carico, per svariate ragioni, del suo sostentamento.

La situazione si complica laddove non vi siano supporti parentali a giustificazione di prelievi mai effettuati. In tal caso il Fisco dispone di strumenti sofisticati in grado di rilevare discrepanze evidenti fra il dichiarato e la capacità di spesa. Le più recenti disposizioni legislative per arginare evasione fiscale e riciclaggio autorizzano controlli incrociati fra l’Anagrafe Tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti. Gli accertamenti fiscali scattano comunque per lo più in presenza di specifiche condotte sospette e di un’evidente concordanza di supposizioni.

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