Scuola

Bussetti contro i docenti sui social: “Un concorso vinto non dà lasciapassare per offendere”

Bussetti contro i docenti sui social: “Un concorso vinto non dà lasciapassare per offendere”

“Insegnare è un lavoro bellissimo, una missione da vivere tutti i giorni dando il meglio di sé per educare i nostri giovani. Sono orgoglioso del quotidiano lavoro svolto da centinaia di migliaia di docenti di ruolo e precari nelle scuole italiane.”

Così il Ministro Bussetti alla vigilia di Pasqua, a commento dell’articolo del Corriere Veneto sull’insegnante che ha parlato della Costituzione come di “carta igienica”

“Ma se qualcuno sale in cattedra per seminare odio e falsità – prosegue  Bussetti – evidentemente non si trova nel posto giusto. E va allontanato dalla scuola. Un concorso vinto non dà il lasciapassare per delirare e offendere. Per questo ho sollecitato una relazione e un’ispezione: voglio verificare cosa sia realmente accaduto.

Una volta accertati i fatti, assumeremo tutte le iniziative e le misure, anche sanzionatorie, necessarie a tutelare gli alunni e tutti i docenti che ogni giorno, anche a costo di enormi sacrifici, permettono alla scuola italiana di svolgere il suo fondamentale ruolo per i nostri giovani.”

Il Fatto

VENEZIA «La Costituzione è un libro di m… buono per pulircisi il c…». Lo ha scritto su Facebook un professore di sostegno di un alberghiero veneziano, il Barbarigo. Vuole fare carta straccia della Carta ma anche aprire i campi di sterminio: «Campi di concentramento in Libia, sembra che la proposta sia già condivisa da tutti. A me piace» dice in un altro post. E poi: «Hanno aizzato un cane contro un ambulante sulla spiaggia. E tutti applaudivano e ridevano», il titolo di un articolo postato sulla sua pagina.

«Ma hanno anche sicuramente dei difetti questi bagnanti» il suo commento sopra. E ancora sulla morte della figlia di Himmler: «Dal Valhalla salutaci papà». Lui è Sebastiano Sartori, ex esponente di Forza nuova. Il prof non è nuovo a queste prese di posizione sui social. Ma ne ha scritte talmente tante che alcuni esponenti dei genitori, preoccupati che queste posizioni xenofobe possano avere una cattiva influenza sullo sviluppo e l’educazione dei figli, si sono armati di carta e penna.

L’esposto

Non hanno scritto solo alla preside, Rachele Scandella. Tra i destinatari c’è il provveditorato, l’ufficio scolastico provinciale, la polizia e la procura di Venezia. «Sì, sta succedendo questo. E si sono prese le misure dettate dalle norme. Il procedimento di verifica interna è quello stabilito dai contratti nazionali e dalla legge» conferma la preside.

«Ma non posso dire altro. Noi siamo garantisti fino a prova contraria». I genitori sono però sul piede di guerra. «Come fa un educatore ad avere posizioni razziste? I genitori hanno ragione a preoccuparsi» dice un ex collega. «Lavora in poche classi, con pochi ragazzini. Non condivido le sue posizioni politiche. Non sono riuscita a legare con lui forse proprio per questo, ma quando lavora a scuola è bravo – lo difende un’altra collega -: è attivo, li coinvolge, collabora con ragazzi e docenti.

Non capisco però questo suo cambiare atteggiamento, fuori da scuola, sui social». Ma il prof non è nuovo a queste uscite, gli studenti le sbirciano in rete da anni: «Egli inneggia alla violenza e all’odio razziale con il suo profilo sui social network a cui chiunque può accedere liberamente in quanto pubblico» scriveva il Coordinamento studenti medi Venezia – Mestre all’ufficio scolastico provinciale nel 2015. Ma il prof ha continuato a scrivere fino ad ora cose come: «C’è uno che a Verona cancella celtiche, rune e svastiche… coprendole con disegnini assurdi».