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Caso Vannini a Storie Maledette: “Quando Ciontoli ha detto questa frase, mi è venuta la nausea e ho pianto”

Caso Vannini a Storie Maledette: “Quando Ciontoli ha detto questa frase, mi è venuta la nausea e ho pianto”

«Marco era un figlio per me». Così Antonio Ciontoli parla di Vannini confermando di averlo ucciso per errore. Lo fa in televisione in uno speciale di due puntate di “Storie Maledette” – il programma condotto da Franca Leosini –  dal titolo “Quel colpo che arriva al cuore”. Durante l’intervista, l’uomo condannato a cinque anni di reclusione per omicidio colposo racconta la sua verità fugando ogni dubbio sulla mano che ha premuto il grilletto. A sparare è stato lui, non il figlio Federico.

Marco Vannini aveva vent’anni ed era molto legato a tutta la famiglia della sua fidanzata Martina. Ha perso la vita proprio a casa sua, a Ladispoli, nel maggio di quattro anni fa. In attesa che la Corte di Cassazione si pronunci sulle sentenze di secondo grado, il capofamiglia Antonio ricostruisce i fatti, si mostra davanti alle telecamere con le lacrime agli occhi, chiede perdono ai genitori del ragazzo. «Spero che un giorno possano avere misericordia e perdonarmi», dice al microfono. «Il perdono? Solo dopo 30 anni di carcere», rispondono i Vannini.

Nella prima puntata, Ciontoli prova anche a commentare l’inchiesta bis della Procura di Civitavecchia nata dopo le dichiarazioni di Davide Vannicola sul maresciallo Roberto Izzo. Proprio questa testimonianza aveva fatto sorgere il dubbio che Ciontoli volesse coprire il figlio addossandosi le responsabilità. «Sono stato io a sparare, non Federico che era in camera con Viola. Quel giorno volevo dare una spolverata alle pistole e dopo averle prese le ho riposte nella scarpiera del bagno. Di sera mentre andavo a letto mi ero dimenticato delle armi. Ho bussato alla porta e in bagno c’erano Martina e Marco. Poi lei è uscita subito. Lo sparo è avvenuto dopo, Marco mi aveva chiesto di vedere una pistola ed è partito il proiettile. All’inizio non mi ero accorto della gravità, c’era poco sangue e un piccolo buchino. Nei primi secondi sono rimasto scioccato, pensavo avesse solo un colpo nel braccio. Ho pagato la mia sicurezza».

Lo speciale aveva suscitato molto clamore già prima della messa in onda perché la madre di Marco Vannini aveva sottolineato nell’ultima puntata di “Chi l’ha Visto?” di non essere stata avvisata dell’esistenza di questa intervista. Dopo la prima puntata, trasmessa ieri sera, il legale della famiglia Vannini, Celestino Gnazi, ha voluto replicare in un post su Facebook.«Ciontoli dice che quel povero ragazzo avrebbe detto a Martina che praticamente non era successo nulla… Non ho sentito la Leosini sobbalzare o quantomeno dire qualcosa, fare una domanda, un accenno di sorpresa, qualcosa, non so. Disgustato ho spento il televisore e, per la prima volta dall’inizio di questa tragica vicenda, ho pianto di rabbia. Ho la nausea, non credo di aver mai provato una nausea così forte. Talmente forte da impedirmi di dire tutto quello che penso».

Il Post su Facebook dopo l’intervista a Storie maledette

“Sono tornato a casa alle ore 22 circa. Mi sono ricordato che doveva andare in onda l’intervista della Leosini ad Antonio Ciontoli ed ho acceso il televisore. Ho fatto in tempo a sentire Ciontoli che riferiva dell’ingresso di Martina nel bagno subito dopo che Marco era stato attinto da un colpo d’arma da fuoco. Ho sentito Antonio Ciontoli dire di aver rassicurato la figlia Martina sulle condizioni di Marco, lo ho sentito dire che lo stesso Marco rassicurava Martina. Marco rassicurava Martina dicendole più o meno che stava bene.

Secondo Ciontoli Marco, appena colpito da una arma da fuoco di potenza devastante, il cui proiettile gli aveva appena bucato i polmoni, gli aveva appena bucato il cuore, gli aveva appena bucato una costola e che non era fuoriuscito solo perché trattenuto dalla epidermide. Ebbene, in questa straziante ed ovvia condizione di atroce dolore, Ciontoli dice che quel povero ragazzo avrebbe detto a Martina che praticamente non era successo nulla. Non ho sentito la Leosini sobbalzare o quantomeno dire qualcosa, fare una domanda, un accenno di sorpresa, qualcosa, non so. Disgustato ho spento il televisore e, per la prima volta dall’inizio di questa tragica vicenda, ho pianto di rabbia. Ho la nausea, non credo di aver mai provato una nausea così forte. Talmente forte da impedirmi di dire tutto quello che penso”.

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