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La D’Urso nei guai: un ragazzo le ha chiesto 500 mila euro di risarcimento. “Ecco che mi ha fatto”

La Procura di Napoli ha inoltrato richiesta di rinvio a giudizio a carico di Barbara D’Urso, come conduttrice di Pomeriggio 5, per una puntata andata in onda il 25 settembre del 2017. In sintesi, nel corso della puntata «incriminata», sarebbe stata messa in onda la foto di un cittadino napoletano al posto del gigolò Francesco Mangiacapra, a proposito di festini che avrebbero visto coinvolti anche esponenti del clero napoletano.

A sentirsi diffamato dalla pubblicazione di una foto ritenuta errata è stato Nino Belvedere, indicato dai pm come parte offesa, per essere stato ingiustamente accostato a vicende di cui era completamente all’oscuro. Oltre a Barbara D’Urso (solo per il suo ruolo di conduttrice del programma), ci sono altri cinque imputati, tra giornalisti e autori della puntata, al termine delle indagini condotte dal pm Claudio Onorati, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.

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Un’inchiesta che ora attende la replica da parte dei rispettivi soggetti penalmente coinvolti, proprio a cominciare dalla nota presentatrice. Nata a Napoli, da sempre al centro dell’attenzione mediatica, la D’Urso tre anni fa condusse una puntata su un caso sollevato da storie che avrebbero visto coinvolti anche preti napoletani. Inchiesta per diffamazione, ora si attende l’esito del processo.

Barbara D’Urso quindi sotto processo. Da questo “scambio di identità” infatti parte l’accusa di diffamazione dato che l’uomo napoletano, invece, risultava estraneo ai fatti. L’episodio, tra l’altro, ha creato non pochi danni al ragazzo coinvolto. Sono piovute su di lui, infatti, accuse e conseguenze pesantissime dalle quali, a detta dell’avvocato, ha faticato a riprendersi. Il processo civile, intanto, è in corso e in ballo c’è un risarcimento da 500mila euro.

Barbara D’Urso nei guai, petizione contro di lei, raggiunte 32mila firme

Ha superato le 32.000 firme la petizione online contro Barbara D’Urso, lanciata dopo la preghiera in diretta, andata in onda domenica sera su Canale 5, nella puntata di ‘Live, non è la D’Urso’. Il titolo della raccolta firme lanciata su Change.org è più che esplicito, ‘CancellareIProgrammiDellaDurso’. “Questa volta ha superato il limite”, ha spiegato sulla piattaforma Mattia Mat, l’utente che ha promosso la petizione circa 24 ore fa, per chiedere che il suo programma “venga cancellato definitivamente”.

Tra le migliaia di utenti che hanno sottoscritto l’appello, molti hanno lasciato un commento, mai lusinghiero contro la D’Urso: “Basta con questa tv spazzatura. È il momento di cambiare l’intrattenimento televisivo”, (Alessandro N.); “Ritengo che sia un programma televisivo retrogrado e di cattivo gusto con immotivate ingerenze religiose e politiche”, (Emiliano P.); “Perché questo degrado culturale è inaccettabile”, (Veronica V.); “Offende l’intelligenza di tutti gli Italiani”, (Nicola P.); “Da atea convinta trovo aberrante l’uso blasfemo della preghiera”, (Carla C.).

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