Caso Garlasco, nuova svolta: indagato il padre di Andrea Sempio per corruzione in atti giudiziari. Nuovi sviluppi nell’inchiesta che da mesi agita le acque giudiziarie tra Pavia e Brescia. Dopo settimane di dubbi e interrogativi, i magistrati bresciani hanno individuato quello che potrebbe essere il “corruttore” nell’indagine che coinvolge l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, già indagato per corruzione in atti giudiziari. A finire ora sotto inchiesta è Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, l’uomo attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il “pizzino” di Sempio Senior e la presunta mazzetta
Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola della Procura di Brescia, c’è un piccolo ma inquietante dettaglio: un pizzino ritrovato a maggio durante una perquisizione nell’abitazione dei Sempio. Su quel foglietto sarebbe stata scritta la frase: «Venditti gip archivia per 20-30 euro». Una cifra che, secondo gli investigatori, non si riferirebbe a pochi spiccioli ma a 20 o 30 mila euro, che sarebbero stati consegnati per ottenere l’archiviazione del fascicolo a carico di Andrea Sempio nel 2017.
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Le anomalie dell’indagine del 2017
I magistrati di Brescia stanno ora ricostruendo i rapporti intercorsi tra la famiglia Sempio e Venditti in quegli anni, riscontrando alcune irregolarità già segnalate negli atti. L’inchiesta menziona, infatti, intercettazioni non trascritte, informazioni riservate trapelate prima degli interrogatori e contatti anomali con alcuni membri della polizia giudiziaria di Pavia.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Verità, dal riascolto di alcune intercettazioni ambientali risalenti al febbraio 2017 sarebbe emerso che Andrea Sempio era già a conoscenza, con un giorno d’anticipo, delle domande che gli sarebbero state poste dagli inquirenti durante un interrogatorio, nonché di alcuni elementi contenuti nell’esposto presentato dalla madre di Alberto Stasi, allora già condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata.
Il ruolo dell’avvocato e i “soldi in transito”
Un altro dettaglio che emerge dalle carte riguarda uno degli avvocati che, all’epoca, difendevano Andrea Sempio. Secondo gli inquirenti, il legale avrebbe potuto svolgere il ruolo di “spallone”, ossia intermediario per il passaggio del denaro destinato al magistrato. Gli investigatori stanno ora cercando di seguire le tracce economiche e bancarie dei pagamenti sospetti, alla ricerca di riscontri concreti.
Un quadro sempre più intricato
L’inchiesta su Venditti e i Sempio si intreccia inevitabilmente con il nuovo filone investigativo sul delitto di Garlasco, riaperto dopo 18 anni con la nuova accusa ad Andrea Sempio. Gli accertamenti disposti dalla Procura di Pavia – tra cui le misurazioni antropometriche affidate alla professoressa Cristina Cattaneo – stanno tentando di chiarire se l’uomo possa essere stato presente sulla scena del crimine la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi.
Ma intanto, l’inchiesta bresciana getta un’ombra pesante sugli anni in cui Sempio era già comparso nelle indagini, alimentando nuovi dubbi sulla trasparenza delle vecchie indagini e sul reale motivo per cui fu archiviato nel 2017. Un quadro che, giorno dopo giorno, appare sempre più complesso e che rischia di riscrivere – ancora una volta – uno dei casi di cronaca più controversi e dolorosi della storia giudiziaria italiana recente.
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