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Garlasco, Papà Sempio non smentisce più la corruzione: Cosa ha confessato

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«È passato tanto tempo, sono passati gli anni, e ormai certe cose non te le ricordi nemmeno più. Quella gente lì non la conosco neanche. Ma adesso bisogna capire bene le cose».
Così Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha commentato la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Brescia, che lo accusa di corruzione in atti giudiziari in concorso con l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. L’uomo, 72 anni, ex operaio in pensione, si è espresso in collegamento telefonico durante la trasmissione televisiva Quarto Grado, dopo che la notizia della nuova indagine è diventata di dominio pubblico.

Garlasco, L’indagine del 2017 e l’ombra della corruzione

Secondo l’ipotesi accusatoria, nel 2017 Sempio avrebbe versato del denaro all’allora pm Venditti in cambio della richiesta di archiviazione a favore del figlio Andrea, che proprio in quell’anno era stato sotto indagine per la prima volta per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Quell’archiviazione aveva di fatto allontanato il giovane dal fascicolo investigativo – fino al suo rientro come indagato a distanza di otto anni.

Nell’inchiesta di Brescia, accanto al nome dell’ex pm, compare ora anche quello del padre di Sempio. A fare da detonatore, tra le altre cose, un biglietto sequestrato in casa Sempio con la frase: «Venditti gip archivia per 20-30 euro», frase che gli investigatori ritengono possa riferirsi a una somma di denaro ben più alta, nell’ordine delle decine di migliaia di euro.

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La risposta di Sempio padre: «Non so nulla, abbiamo saputo tutto dai giornali»

Nella telefonata mandata in onda dal programma, Sempio appare sorpreso, quasi spaesato: «Abbiamo saputo dai media che sono indagato. Stiamo ragionando e cercando di capire, ma di preciso non sappiamo niente». Quando gli viene chiesto se tema che nei telefoni sequestrati dai carabinieri possano emergere prove compromettenti, l’uomo risponde negando nervosamente: «No, no, guarda… è passato tanto tempo, sono passati gli anni, e queste cose non te le ricordi neanche più». Una frase che suona come autoassolutoria, ma che secondo alcuni osservatori lascia spazio a dubbi e interpretazioni: non una smentita secca, ma una sorta di difesa basata sullo scorrere del tempo e sul presunto oblio.

Il caso Garlasco torna centrale

Le nuove indagini sulla presunta corruzione potrebbero avere conseguenze dirette anche sull’inchiesta principale, quella che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi.
Se venisse dimostrato che l’archiviazione del 2017 fu ottenuta in modo illecito, gli atti sarebbero inevitabilmente rivalutati e il quadro giudiziario potrebbe mutare ancora una volta. Nel frattempo, mentre il nome dell’ex fidanzato Alberto Stasi – condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere – torna ciclicamente al centro del dibattito, il cerchio investigativo sembra stringersi nuovamente attorno ai Sempio.

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