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Garlasco, nuove perizie sulla scarpa insanguinata compatibile con Sempio. La pista del gioco d’azzardo

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Garlasco, Nel lungo e controverso caso dellโ€™omicidio di Chiara Poggi, una nuova scoperta potrebbe rimettere tutto in discussione. Si tratta di unโ€™impronta ematica lasciata da una suola con disegno a pallini, rinvenuta sulla scena del delitto. Secondo gli investigatori, quella traccia potrebbe non appartenere ad Alberto Stasi, giร  condannato in via definitiva, ma a unโ€™altra persona: Andrea Sempio. Lโ€™attenzione si concentra su un dettaglio tecnico ma cruciale: la misura della scarpa. La nuova analisi, pur non attribuendo con certezza lโ€™impronta rinvenuta sulla scena del crimine a una scarpa di taglia 44 โ€“ quella indossata da Sempio โ€“ amplia il margine di compatibilitร . Secondo gli esperti, il modello di calzatura analizzato, una Frau ormai fuori produzione, con suola marchigiana, potrebbe effettivamente essere compatibile anche con un piede piรน grande della misura 42 registrata.

Garlasco, La nuova perizia e la riapertura dellโ€™inchiesta

Secondo quanto riportato da Il Giornale, una nuova perizia commissionata dalla difesa di Stasi ha riaperto scenari finora considerati risolti. Il documento, consegnato alla Procura di Pavia, non รจ stato reso pubblico, ma avrebbe avuto un ruolo decisivo nella decisione della Cassazione di riaprire lโ€™inchiesta su Sempio, che nel 2017 era stata archiviata dallโ€™allora procuratore Mario Venditti.

Gli esperti hanno analizzato la scarpa compatibile con lโ€™impronta: una Frau marchigiana, oggi fuori produzione. Pur non potendo collegarla con certezza a Sempio, la perizia amplia il margine di compatibilitร , ipotizzando che quel tipo di suola possa adattarsi anche a un piede piรน grande della misura 42. รˆ proprio sulla base di queste nuove valutazioni tecniche, integrate da ulteriori testimonianze, che la procura ha deciso di inserire il documento tra gli elementi centrali dellโ€™inchiesta.

Sequestri digitali e tensioni investigative

Le tensioni tra inquirenti e difesa sono esplose durante il sequestro dei dispositivi informatici dellโ€™ex procuratore Mario Venditti, ora indagato per corruzione. Venditti si era detto disponibile a fornire codici e credenziali, ma chiedendo che le analisi fossero limitate al caso Poggi. La Guardia di Finanza, perรฒ, ha respinto la proposta e ha preferito procedere con unโ€™acquisizione completa dei dati. I dispositivi verranno ora analizzati forzando lโ€™accesso, a meno che il Tribunale del Riesame non decida di annullare lโ€™operazione. Intanto il legale Domenico Aiello ha chiesto che le indagini siano trasferite a Brescia, per evitare conflitti di competenza tra procure.

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Il โ€œpizzinoโ€ e le accuse sulla mancanza di prove

Tra i nuovi elementi finiti sotto la lente degli inquirenti cโ€™รจ anche un appunto scritto a mano, in cui compare la frase: ยซ20-30 euro Gip archiviaยป. Secondo lโ€™avvocato Aiello, il biglietto non sarebbe stato riportato integralmente negli atti ufficiali. La difesa denuncia unโ€™indagine โ€œesplorativaโ€, priva di prove concrete. Venditti, sostiene Aiello, avrebbe sempre collaborato e predisposto la consegna del materiale richiesto, ma si sarebbe opposto a unโ€™ispezione generalizzata, ritenuta eccessiva e priva di fondamento. A suo avviso, lโ€™iscrizione del magistrato nel registro degli indagati sarebbe avvenuta in assenza di veri elementi di colpevolezza.

Spese anomale e sospetti sui carabinieri

Le indagini hanno inoltre portato alla luce spese considerevoli e difficilmente giustificabili da parte di alcuni carabinieri coinvolti nel caso. Il maresciallo Antonio Scoppetta avrebbe speso circa 47 mila euro in gioco dโ€™azzardo in un solo anno, con cifre simili registrate anche in altri periodi. Un altro nome emerso รจ quello di Silvio Sapone, ex capo della sezione di polizia giudiziaria, che secondo gli accertamenti avrebbe speso mediamente mille euro al mese presso un centro scommesse. Entrambi, insieme a Giuseppe Spoto (perquisito ma non indagato), avevano partecipato allโ€™installazione delle microspie sulle auto dei Sempio lโ€™8 febbraio 2017.

Spoto si era poi occupato delle trascrizioni, ma alcune frasi risultano modificate. In un passaggio, ad esempio, si legge che ยซi Sempio parlano di come pagare gli avvocatiยป, mentre la registrazione originale riportava: ยซDobbiamo trovare la formula per pagare quei signori lรฌยป. Una discrepanza che Spoto ha giustificato sostenendo che lโ€™allora procuratore Venditti gli avesse chiesto di consegnare il materiale โ€œcon urgenzaโ€.

Rapporti dโ€™affari e favoritismi sotto indagine

La Guardia di Finanza ha controllato i conti bancari di Venditti senza riscontrare anomalie significative. Tuttavia, gli investigatori stanno approfondendo i rapporti del magistrato con due imprenditori locali, Raffaele e Cristiano Dโ€™Arena. Il ristorante Da Lino, gestito dai fratelli, era spesso frequentato da magistrati e agenti della polizia giudiziaria. Le societร  dei Dโ€™Arena โ€“ CR Service ed Esitel โ€“ avevano ottenuto in esclusiva importanti appalti per intercettazioni e noleggio di veicoli per la procura di Pavia. Secondo lโ€™accusa, proprio da questi legami sarebbe nato un sistema di favori e scambi che avrebbe coinvolto anche un altro magistrato, Pietro Paolo Mazza, configurando una rete di relazioni opache allโ€™interno delle istituzioni giudiziarie pavesi.

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