Scuola

La Scuola fa cadere il Governo. Salvini: “Troppi no, ora andiamo al voto”

La Scuola fa cadere il Governo. Salvini: “Troppi no, ora andiamo al voto”

“Siamo al governo solo e soltanto per fare le cose importanti. Se non riusciamo andremo avanti da soli, ma non ci fermiamo. Abbiamo aspettato anche troppo”. Lo ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini, aggiungendo: “Chi in Europa sta con il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in Italia non può stare con la Lega”.

La querelle con Di Maio – Il ministro dell’Interno ha sottolineato di ritenere l’alleato di governo Luigi Di Maio “coerente e gran lavoratore. Però devo dire che negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Non mi spaventano le offese alla mia persona ma mi spaventano i continui no”.

“La Lega non è attaccata alle poltrone” – “O da adesso arrivano tanti sì o altrimenti noi non abbiamo tempo da perdere. La Lega non è nata per rimanere attaccata alle poltrone”, ha affermato ancora Salvini. “Non accetterò più un minuto di stare al governo con chi dice no. Qualunque decisione prenderò, la prenderò per i miei figli”.

Al centro della bagarre soprattutto la Scuola. 

Autonomia, sulla scuola passa la linea M5s | Conte blinda i ministri, Lega: “Incomprensibile la difesa di Toninelli”

Ira del governatore veneto Zaia (“basito per lʼennesimo rinvio”) e di quello lombardo Fontana (“se queste sono le premesse, non firmo”)



“Abbiamo fatto significativi passi avanti sulle Autonomie. Ragionevolmente ci avviciniamo al passaggio finale”. Lo ha annunciato Giuseppe Conte. Sarebbe quindi stato trovato un accordo sulla scuola: il M5s avrebbero ottenuto il mantenimento dei concorsi per insegnanti a livello nazionale, ma sarebbe stata inserita una norma che, come richiesto dal Carroccio, prevede un minimo di anni nella prima sede di assegnazione.

Conte: “Intravediamo la dirittura finale” – “Intravediamo la dirittura finale, la settimana prossima c’è ancora qualche passaggio ma confido che si stia arrivando al portare questo provvedimento in Cdm – ha precisato il premier -. Era un impegno del contratto di governo, condiviso da M5s e Lega. Ragionevolmente ci avviciniamo al passaggio finale”. “Il modello della scuola è fondamentale, non può essere frammentato” perché su questo modello “si radica la formazione dei bambini, la nostra identità. E’ chiaro che non possiamo pensare che l’autonomia significhi frammentare questo modello”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

“Lo Stato conserva la direzione sui grandi temi” – Sull’Autonomia “la mia direttiva è stata conservare funzionalità nella direzione strategica e nell’efficacia operativa dello Stato per tutti i grandi temi. Il resto lo possiamo delegare. Illustrerò alle Regioni tutte le funzioni – che non sono poche – che saranno decentrate”, ha detto ancora il presidente del Consiglio, aggiungendo di essere “il responsabile insieme a tutti i ministri di una funzione statale di governo: lo Stato cede competenze legislative e amministrative alle Regioni. Il mio intento è stato cedere tutte le funzioni che fossero anche efficacemente svolte a livello regionale ma conservando una strategia per cui se c’è bisogno di qualcosa devo poter intervenire a livello nazionale.

Salta l’articolo 12 su assunzione diretta docenti – Nel corso della riunione sulle Autonomia è stato soppresso l’articolo 12 del testo Stefani che prevedeva l’assunzione diretta dei docenti su base regionale, come chiedeva la Lega. Era uno dei nodi sul tavolo che aveva visto la contrarietà del M5S. Era stato rilevato anche un profilo di incostituzionalità all’ultimo vertice evidenziando una Sentenza della Corte Costituzionale 76/2013.

Zaia (Veneto): “Basito per l’ennesimo rinvio” – “Resto basito davanti all’ennesimo rinvio”. Non usa giri di parole il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando il provvedimento sull’Autonomia nonostante le rassicurazioni di Conte. “Pensavo che il premier fosse così autorevole da chiudere la partita”, ha detto Zaia, deluso dal fatto che sia stata “prolungata indefinitamente l’approvazione dell’intesa. Noi veneti ne abbiamo le tasche piene”. E “ritengo che i grillini abbiano venduto la pelle dell’orso prima di averlo catturato”. L’intesa sull’autonomia, ha ricordato, “va siglata fra Governo e Regione. Se sarà vera autonomia firmo, se no la rimando al mittente”.

Fontana (Lombardia): “Se queste sono le premesse, non firmo” – Delusione espressa anche del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell’esito del vertice sull’Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l’intesa”, ha detto.

Il premier difende tutti i suoi ministri: “Nessun rimpasto” – Ma non è solo il nodo Autonomia a creare tensioni nella maggioranza di governo. Il premier Conte, però, ha smentito possibili rimpasti di governo: “Nessuno dei ministri mi ha mai prospettato la possibilità di una ricomposizione della squadra di governo. Stiamo lavorando molto bene. I miei ministri li difendo contro tutti, se qualcuno ha qualche osservazione segua il binario istituzionale. Quando mi verranno poste questioni riguardanti l’operato di ministri saranno prese in considerazione”, ha aggiunto replicando alle lamentele del leader leghista.

Molinari (Lega): “Incomprensibile la difesa di Conte su Toninelli” – A finire sotto accusa della Lega è in particolare il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. “Con il ‘no’ alla Gronda, la misura è davvero colma. Toninelli è il ministro del ‘no’ ed è incomprensibile che il premier Conte prenda le sue parti quando sa bene che il Paese ha bisogno di ripartire e non di essere bloccato per paura di sbagliare”, ha dichiarato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. “Questo modo di agire non fa bene alla nostra Italia – ha aggiunto -. Se nella vita la paura di sbagliare ti attanaglia e la tua decisione sarà sempre ‘no’ quello del ministro non è il tuo ruolo migliore”.

M5s: “Non rispondiamo ad attacchi, sostegno a Toninelli e Trenta” – Il M5s in una nota ha scritto: “Non rispondiamo e non risponderemo più a nessun attacco. Tutto il M5s, dagli eletti agli attivisti, danno pieno sostegno ai ministri Toninelli e Trenta. Il primo, tra le altre cose, sta compiendo una battaglia importante su Autostrade e sulle tariffe dei caselli, già ridotte; la seconda sta portando avanti importanti provvedimenti, tra cui la legge sui sindacati militari, osteggiata da qualcuno. Ne avremmo di repliche da fare, di appunti da presentare su altri componenti del governo, ma non lo faremo, non replicheremo più a nessun attacco. Siamo stanchi di questi metodi, noi vogliamo governare”.

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