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Per Carnevale bimbi vestiti da Corona e Provvedi: Ecco i costumi che fanno polemica

Per Carnevale bimbi vestiti da Corona e Provvedi: Ecco i costumi che fanno polemica

C’erano una volta il pigro Pulcinella, il dispettoso Arlecchino, la maliziosa Colombina e l’avaro Pantalone, e c’era una volta il Carnevale. C’era e anche adesso c’è, ma in forma decisamente diversa. Dimentichiamo il passato e guardiamo al presente, in una Napoli che ancora una volta è protagonista di quella che forse è la sua festa più divertente, in un’epoca in cui a tenere banco non è certo la Commedia dell’Arte ma tutt’al più, sono i reality: e così ecco che Fabrizio Corona e Silvia Provvedi siano un modello a cui ispirarsi, tanto da vestirci i pargoli per le domeniche carnevalesche, ma cambiano i tempi e la realitymania ha contaminato anche il carnevale.

Non è dato sapere se le famiglie di Gianluca Nunzia, insieme a quelle della sorella Maria e di papà Carmine, pensassero alla commedia cinquecentesca quando hanno deciso di travestire i loro piccoli Francesco (di 4 anni e mezzo) e Melissa (di 3 anni e mezzo) rispettivamente da Corona e da Provvedi, ma la creatività non ha limiti e le mamme Nunzia e Maria ne hanno sicuramente da vendere. Pronte a sfidare le critiche di quanti giudicano inopportuno quel costume, come già avvenuto in passato. I due piccoli protagonisti, infatti, non sono nuovi a travestimenti oggetto di grandi dibattiti: se quest’anno la loro maschera è dedicata alla famosa serata in cui il discusso paparazzo entra nella casa più spiata d’Italia – quella del Grande Fratello – per chiarire i suoi dissapori con la giovane Provvedi, la maschera scelta nell’anno passato non è certo da meno. I piccoli Melissa e Francesco incarnano deliziosamente la coppia Maria De Filippi e Maurizio Costanzo, con tanto di cartellina, pronti per essere immortalati nella foto di rito e finire in rete sui social di mamma e papà. «Sappiamo che Corona ne ha fatte tante, ma come personaggio ci fa simpatia e poi, a carnevale ogni cosa va bene, basta che i bambini non sono trattati male e sono coperti dalla testa ai piedi», conclude con grande sincerità papà Gianluca. «L’idea è di mia moglie – ammette ancora Gianluca – lei è molto creativa e quindi con mia sorella già dall’anno scorso hanno fatto queste cose».