Nel lungo e silenzioso addio a Valentino Garavani, l’ultimo Imperatore della moda scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni, c’è un’immagine che vale più di mille parole. È quella di un uomo distinto, visibilmente provato, che scende da un’auto scura davanti alla camera ardente tenendo stretti a sé gli esseri viventi che lo stilista amava di più al mondo: i suoi iconici carlini.
Quell’uomo è Bruce Hoeksema, il compagno discreto che ha condiviso quasi mezzo secolo di vita con il Maestro. Mentre Roma si prepara ai funerali solenni previsti per domani, è il dolore composto di Bruce a colpire al cuore, suggellato da un necrologio apparso sulle pagine del Corriere della Sera che è una vera e propria dichiarazione d’amore eterno.
La dedica straziante: “Una vita condivisa”
Poche righe, ma dense di un sentimento che non ha bisogno di riflettori. “Quarantatré anni non sono un tempo che passa, ma una vita condivisa che continua a vivere in ogni mio giorno”. Con queste parole Hoeksema ha voluto salutare pubblicamente Valentino.
Non un semplice addio, ma la promessa che nulla andrà perduto. Bruce è arrivato ieri per l’ultimo saluto, facendosi largo tra la folla di celebrità, istituzioni e amici che hanno invaso la camera ardente. Non era solo: con lui c’erano i due carlini di Valentino, ormai orfani del loro padrone, un gesto di estrema tenerezza che racconta l’intimità domestica di una delle coppie più riservate del jet set. Ai giornalisti che hanno provato a fermarlo, Bruce ha concesso solo poche parole, definendosi “devastato” per la perdita di una presenza che era, per lui, l’aria stessa che respirava.
Chi è Bruce Hoeksema: dal modeling all’impero VBH
Ma chi è l’uomo che ha raccolto, insieme a Giancarlo Giammetti, l’eredità affettiva di Valentino? Americano, ex modello dal fascino statuario, Hoeksema non è mai stato solo “il compagno di”. La sua carriera è intrecciata a doppio filo con la storia della Maison.
Entrato nel mondo Valentino negli anni Ottanta, Bruce ha scalato le gerarchie fino a diventare Executive Vice President, ruolo che ha ricoperto con successo fino al 2001. Ma la sua vena creativa non si è fermata lì. Nel 2000 ha fondato il suo brand, VBH (acronimo delle sue iniziali: Vernon Bruce Hoeksema), un marchio di lusso specializzato in borse e accessori in pelle pregiata, realizzati rigorosamente a mano a Firenze. Un imprenditore che ha sempre camminato con le sue gambe, pur restando sempre un passo indietro rispetto alla luce accecante di Valentino.
L’eredità e il futuro
La figura di Bruce è centrale anche in ottica futura. Se Giancarlo Giammetti è stato l’architetto del successo commerciale e il primo grande amore, Hoeksema è stato il compagno della maturità e della stabilità. I due uomini, insieme, hanno formato quella “famiglia allargata” che ha protetto Valentino fino all’ultimo respiro.
Ora, mentre si attende l’apertura del testamento, è scontato che il nome di Bruce figuri tra i principali eredi dell’immenso patrimonio del couturier: ville da sogno (come il castello di Wideville o la villa sull’Appia), opere d’arte inestimabili (tra cui Picasso e Basquiat), lo yacht T.M. Blue One e liquidità. Ma oggi, guardando gli occhi lucidi di Bruce dietro gli occhiali scuri mentre accarezza i cani del Maestro, i soldi sembrano davvero l’ultimo dei pensieri.
Ricevi le ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!