Salute

Al via “Bonus Diabete”: 500 euro a chi è malato o assiste un familiare con diabete. Come fare

Al via “Bonus Diabete”: 500 euro a chi è malato o assiste un familiare con diabete. Come fare

Circa 3,5 milioni di persone soffrono di diabete nel nostro Paese. Ma si stima che un altro milione di italiani abbia questa malattia senza saperlo. Un trend in continua crescita: la cifra potrebbe arrivare a 5 milioni di pazienti da qui a una decina di anni.

Ricordiamo che il diabete è una malattia cronica che presenta elevati livelli di glucosio nel sangue (la cosiddetta iperglicemia) e che è provocata da una quantità o da una funzione alterata dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che permette al glucosio di entrare nelle cellule e di servire da fonte energetica al nostro corpo. Se questo meccanismo si inceppa o si altera, il glucosio si accumula in eccesso nel sangue.

Il diabete può provocare problemi di salute anche gravi, ma comporta un cambiamento notevole nello stile di vita di chi ne soffre. Chi soffre di diabete deve gestire le proprie cure regolarmente, soprattutto quando deve somministrarsi da solo l’insulina. Se la patologia non presenta gravi complicanze, il diabetico è in grado di svolgere normalmente la sua attività lavorativa ma, tuttavia ha bisogno di spazi propri – anche al lavoro – per le terapie e per tenere sotto controllo la sua salute.

Vediamo, allora, i diritti di chi soffre di diabete.

Il diritto di chi soffre di diabete all’invalidità

Il diabete rientra nelle malattie invalidanti e, pertanto, chi soffre di diabete ha diritto di usufruire dei relativi benefici previsti dalla legge.

In primis L’indennità di accompagnamento: L’assegno per l’anno 2019 è pari a 517,84 €, spetta per 12 mensilità e, al pari delle altre provvidenze assistenziali, è esente da Irpef, cioè non è tassata e non va dichiarata in denuncia dei redditi nè concorre alla determinazione del requisito reddituale previsto per l’attribuzione di altre prestazioni sociali o assistenziali erogate dallo stato. L’indennità, inoltre, non è reversibile ai superstiti e viene erogata al “solo titolo della minorazione” cioè a prescindere dal requisito reddituale personale, coniugale o familiare dell’avente diritto.

Tabelle di invalidità per chi soffre di diabete

  • diabete mellito di tipo 1 o 2 con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado: invalidità dal 41% al 50%;
  • diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante la terapia: invalidità dal 51% al 60%;
  • diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva: invalidità dal 91% al 100%.

I diritti di chi soffre di diabete a seconda della percentuali di invalidità

  • l’inserimento nelle categorie protette del lavoro, qualora abbiano una percentuale di invalidità superiore al 46% secondo la tabella Inail ed il parere della commissione Inps. Non è detto, pertanto, che tutti i soggetti affetti da diabete possano usufruire di questo beneficio. E’ a rischio, ad esempio, chi rientranella prima fascia, cioè quella con la percentuale dal 41% al 50%. I diabetici possono confrontarsi con i patronati per capire se hanno diritto ad essere inseriti in una categoria protetta;
  • l’assegno di inabilità quando la malattia è in uno stadio avanzato, a tal punto di non consentire al paziente di condurre una vita normale pur seguendo una cura specifica. L’assegno è concesso ai soggetti che soffrono di diabete mellito a cui segue una grave forma di nefropatia (malattia dei reni) e/o retinopatia (pesanti disturbi visivi) ed altre patologie che portano la percentuale di invalidità ad una forbice tra il 91% ed il 100%. Sono necessari almeno 5 anni di contributi, di cui 3 anni versati nell’ultimo quinquennio;
  • la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, per i soli dipendenti pubblici (i requisiti di contribuzione sono diversi a seconda del tipo di pensione e per i dipendenti dello Stato, degli enti locali e del comparto sanità pubblica);
  • esenzione dal ticket sanitario per patologia. La si può richiedere all’Asl di competenza dopo avere accertato la patologia in una struttura pubblica. L’Azienda sanitaria locale rilascia un certificato da portare al medico curante, il quale provvederà ad inserirlo nel proprio database. A quel punto, il medico di base segnalerà l’esenzione sulla ricetta ogni volta che dovrà prescrivere un farmaco, una visita medica di controllo o una cura;
  • agevolazioni della Legge 104/92. Si tratta di assegni, permessi o altri vantaggi per l’assistenza ai diabetici. L’ammontare dell’assegno o dei giorni di permesso dipende dal grado di invalidità del diabetico: dal 74% in su, si può ricevere un assegno calcolato in base al reddito. Se la percentuale di invalidità arriva al 100%, come abbiamo visto prima, si ottiene la pensione. Nei casi di diabete in stadio grave, i parenti del paziente hanno diritto ad ore di permesso sul lavoro per poterlo assistere.

Come chiedere l’invalidità

La richiesta di invalidità civile va fatta dopo che il diabete è stato diagnosticato e, successivamente, certificato dal medico curante.

Il certificato va inviato per via telematica all’Inps, dopo di che, sempre per via telematica, si invia all’Istituto di previdenza la richiesta di invalidità, allegando di nuovo il certificato ed eventuali altri documenti richiesti. Il paziente può appoggiarsi ad un patronato per effettuare questa operazione.

L’Inps convocherà l’interessato per una visita medica davanti all’apposita Commissione, la quale si pronuncerà accogliendo o rifiutando la domanda.

Nel caso in cui l’invalidità non venga riconosciuta, l’interessato può contestare il verbale e fare ricorso entro 6 mesi dalla notifica.

Pensione anticipata per chi soffre di diabete

Il lavoratore diabetico ha diritto alla pensione anticipata solo se ha una percentuale di invalidità elevata ed i requisiti di contribuzione.

Nello specifico, chi soffre di diabete ha diritto a:

  • la pensione di vecchiaia anticipata, a 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini, se si possiedono almeno 20 anni di contributi e se l’invalidità è almeno pari all’80%; questo tipo di pensione non è riconosciuta ai dipendenti pubblici e, per ottenerla, è necessario attendere una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione;
  • una maggiorazione pari a 2 mesi di contributi figurativi in più ogni anno, se l’invalidità è almeno pari al 74%;

Agevolazioni fiscali per chi soffre di diabete

Ottenuto il grado di invalidità che consente a chi soffre di diabete di essere riconosciuto un soggetto disabile, il paziente e le persone che l’hanno fiscalmente a carico possono usufruire di una detrazione fiscale del 19%sulle spese di acquisto e di adattamento di un’auto. Quest’agevolazione viene riconosciuta a persone che non possono guidare perché non vedenti o gravemente limitate nei movimenti (ovviamente, a quel punto, si metterà al volante la persona che lo assiste) e alle persone che, pur soffrendo di diabete, riescono a guidare una macchina adattata alle loro condizioni muniti di patente speciale.

Per queste categorie viene riconosciuta l’Iva agevolata al 4% sull’acquisto dell’auto ed, in alcune regioni, l’esenzione permanente dal bollo.

A proposito di auto: forse non tutti sanno che chi soffre di diabete può rifiutarsi di fare l’alcoltest, purché l’impedimento a farlo sia certificato da un pneumologo.

Teoricamente, i diabetici considerati disabili avrebbero diritto a queste due agevolazioni (detrazione del 19% e Iva agevolata al 4%) anche per l’acquisto di strumenti tecnologici come pc, tv via satellite o accesso alla banda larga. Ma il paziente deve avere un grado di invalidità davvero alto.

C’è anche un piccolo sconto fiscale per le spese di assistenza non professionale a persone con gravi difficoltà nel compiere atti di vita quotidiana. In pratica, un’agevolazione per i diabetici che, a causa del progredire della malattia, hanno bisogno di una badante.

QUALI SONO I DIRITTI DEI BAMBINI AFFETTI DA DIABETE E DI CHI LI ASSISTE?

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di F., papà di un bimbo affetto da diabete mellito 1.

Salve,
sono padre di un bimbo di 3 anni e mezzo che ha esordito l’anno scorso, vorrei sapere quali sono sono i suoi diritti e quali i nostri e anche che tipo di domande devo presentare.
Grazie”

Gentile F.
la domanda impone una risposta complessa e potrò soffermarmi solo sugli aspetti più salienti dei diritti del minore diabetico e di chi gli presta assistenza.

Il nostro ordinamento prevede in primo luogo una legge quadro, la n.115/1987 dedicata al diabete intitolata “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito“.

La legge fissa principi generali, demandando poi alle Regioni il compito di attuarli attraverso l’adozione dei Piani Sanitari.
In particolare viene dedicata particolare attenzione al minore diabetico ad esempio per il suo pieno inserimento in ambito scolastico e prescolastico e per lo svolgimento di attività sportiva.

I diritti del minore diabetico sono legati principalmente al riconoscimento della sua patologia ed in particolare al riconoscimento dello stato di handicap o di invalidità.

È necessario inoltrare quindi domanda all’INPS per ottenere lo stato di handicap e/o quello di invalidità e la domanda può essere inoltrata per via telematica o personalmente o attraverso (scelta di gran lunga preferita) un patronato, opzione che mi sento di consigliare.

Le principali misure a sostegno del minore diabetico e della sua famiglia sono:

1. L’indennità di frequenza, provvidenza a favore degli invalidi minorenni, che è stata istituita dalla Legge 11 ottobre 1990, n.289, art.1 della Legge 289/1990, e che spetta agli invalidi civili minori cui siano state riconosciute dalla competente Commissione Sanitaria difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, nonché ai minori ipoacusici che presentino una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000, 2000 hertz o che, per la loro minorazione, devono far ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici.
E’ una prestazione economica, finalizzata all’inserimento scolastico e sociale dei ragazzi con disabilità fino al compimento del 18° anno di età e poiché si tratta di una prestazione assistenziale concessa a chi si trova in uno stato di bisogno economico, è necessario avere un reddito non superiore alle soglie previste annualmente dalla legge.

2. L’indennità di accompagnamento: L’assegno per l’anno 2019 è pari a 517,84 €, spetta per 12 mensilità e, al pari delle altre provvidenze assistenziali, è esente da Irpef, cioè non è tassata e non va dichiarata in denuncia dei redditi nè concorre alla determinazione del requisito reddituale previsto per l’attribuzione di altre prestazioni sociali o assistenziali erogate dallo stato. L’indennità, inoltre, non è reversibile ai superstiti e viene erogata al “solo titolo della minorazione” cioè a prescindere dal requisito reddituale personale, coniugale o familiare dell’avente diritto.

Entrambe presuppongono una dichiarazione di invalidità e non sono tra loro cumulabili.

Sono collegati invece alla dichiarazione di handicap e di handicap con connotazione di gravità, altri benefici di legge, come i permessi di lavoro di cui può usufruire il genitore lavoratore dipendente di un minore diabetico o i congedi straordinari retribuiti.

Sono previsti e regolati dall’art.33, L.104/92 e vengono concessi ai genitori o parenti fino al terzo grado di disabili con handicap grave accertato (art.3, comma 3, L.104/92) cioè colui che è affetto da una minorazione, singola o plurima, che abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Chi assiste un familiare convivente con handicap grave certificato ha diritto a un congedo straordinario retribuito, della durata massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa: è possibile assentarsi anche in maniera frazionata, ma la frazionabilità è soltanto giornaliera e non oraria.
Il beneficio spetta, nell’ordine: al coniuge che convive col lavoratore, ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli ed alle sorelle conviventi e, in mancanza, ad altri parenti o affini fino al terzo grado; è indispensabile la convivenza col soggetto disabile.

Vi sono infine altri istituti a sostegno del genitore, lavoratore dipendente, che assiste il minore con handicap con connotazione di gravità, quali il diritto alla scelta della sede, il rifiuto al trasferimento, il rifiuto di prestare lavoro notturno, o di prestare lavoro domenicale o festivo (solo per alcuni contratti collettivi, come il CCNL Commercio e Terziario, nel quale è stabilito che i portatori di handicap grave beneficiari di Legge 104, nonché i familiari conviventi che li assistono, possono legittimamente rifiutarsi di lavorare la domenica e nei festivi), ed anche particolari agevolazioni fiscali.

Data quindi la molteplicità delle possibili provvidenze, anche di natura economica, il primo necessario passo da compiere è quello di inoltrare domanda per la dichiarazione dello stato di handicap o di invalidità del minore diabetico ed in base all’esito delle visita in Commissione Medica richiedere i benefici previsti per Legge.