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Al via il Conte Bis, Ecco il Toto Ministri: La Scuola va al PD

Al via il Conte Bis, Ecco il Toto Ministri: La Scuola va al PD

Il governo Conte bis o, come è stato più volte ribattezzato, Conte 2, è ormai un fatto. Partito democratico e M5S, dopo cinque giorni di trattative, al termine del secondo giro di consultazioni, si sono messi d’accordo e daranno vita a un nuovo esecutivo. Il veto iniziale sul nome del prossimo presidente del Consiglio è caduto, Zingaretti lo ha detto ufficialmente al Colle, dunque a breve Giuseppe Conte riceverà il nuovo incarico dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Il presidente del Consiglio incaricato avrà qualche giorno di tempo per comporre la sua squadra dei ministri e un programma, da sottoporre a Mattarella. Le tempistiche dipenderanno anche dall’eventuale voto sulla piattaforma online Rousseau (ammesso che il Capo dello Stato conceda altro tempo ai partiti). Secondo fonti di Fanpage già si hanno dei nomi per i Ministeri.

Conte Bis, Il totoministri del M5S

Ma chi potrebbe far parte della squadra di governo? Partiamo dal M5S. Sul ruolo di Luigi Di Maio, vero nodo della trattativa, non ci sono stati passi avanti, ma è certo ormai che farà parte della squadra dei ministri. Una delle ipotesi è che il capo politico venga destinato alla Difesa al posto della ministra pentastellata Elisabetta Trenta, scartata l’ipotesi della poltrona del Viminale.

È probabile invece che vengano riconfermati i ministri Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, rispettivamente ai Rapporti con il Parlamento e Giustizia. Sarebbe ormai certa la riconferma anche il pentastellato Sergio Costa, all’Ambiente. Anche la ministra della Salute Giulia Grillo spera in una riconferma, ma per controbilanciare i dicasteri pentastellati il posto potrebbe essere assegnato a un bersaniano come l’ex presidente della Regione Emila Romagna Vasco Errani.

Se la Sanità dovesse andare a un tecnico si fa il nome anche di Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Superiore della Sanità. Altro nome di peso del M5S è quello di Andrea Roventini, che potrebbe ricoprire l’incarico di ministro dell’Economia; o in alternativa potrebbe essere indicato per il Lavoro. (dicastero che se andasse ai grillini potrebbe essere occupato da Nunzia Catalfo).

Potrebbero occupare una casella nel nuovo governo giallo rosso l’attuale capogruppo al Senato Stefano Patuanelli (forse ai Trasporti al posto di Toninelli). Il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio potrebbe invece essere affidato a Vincenzo Spadafora.

Il totoministri del Pd

Una delle strade che i partiti potrebbero seguire è quella di non scegliere alcun vicepremier. Ma se dovesse esserci un vice in questa compagine di governo allora è più probabile che sia di area dem. In lizza ci sono Dario Franceschini, ma anche Andrea Orlando (quest’ultimo però potrebbe essere spostato al Viminale, ministero per il quale si è fatto anche il nome dell’ex ministro Marco Minniti). In un governo quasi tutto al maschile come vicepremier potrebbe essere scelta anche Paola De Micheli. Al ministero degli Interni potrebbe esserci un ‘tecnico’ come il prefetto Mario Morcone.

Una poltrona potrebbe essere destinata all’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che potrebbe essere il nuovo ministro degli Esteri. Oppure Gentiloni potrebbe andare in Europa come commissario Ue. Al ministero del Lavoro potrebbe andare l’ex ministro Graziano Delrio, che in questi giorni ha seguito da vicino i negoziati. Nell’importante casella del Mef potrebbe finire invece l’economista Lucrezia Reichlin. Ma uno dei nomi che circolano è anche quello di Roberto Gualtieri, europarlamentare del Pd (ma Gualtieri potrebbe essere preso in considerazione anche come commissario Ue). All’Istruzione potrebbe essere collocato Maurizio Martina, infatti è quasi certo che la Scuola vada in quota PD.

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