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Coronavirus, C’è il primo morto italiano. Chi è la vittima. L’esperto: ” A rischio il 35% degli italiani”

Coronavirus, C’è il primo morto italiano. Chi è la vittima. L’esperto: ” A rischio il 35% degli italiani”

Un uomo di 77 anni è morto a causa del Coronavirus. E’ la prima vittima che si registra in Italia. Si tratta di uno dei due infetti ricoverati all’ospedale Schiavonia di Monselice, in provincia di Padova, e non nell’ospedale del capoluogo euganeo, come riferito in un primo tempo. I due anziani, residenti in provincia, arrivavano precisamente da Vo’ Euganeo. La conferma è arrivata dal governatore della Regione, Luca Zaia che ha aggiunto: “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire”. La vittima si chiama Adriano Trevisan ed era il padre dell’ex sindaco di Vo’, comune che è stato del tutto isolato per evitare il rischio di nuove infezioni.

Sempre Zaia aveva sottolineato nel pomeriggio che i due casi positivi al nuovo virus “hanno avuto contatti in loco, non sono andate in Cina, non sono il classico ‘caso sospetto’. Uno è del ’42 e uno del ’53. Uno è in condizioni critiche in terapia intensiva e ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree ed era curato per una normale influenza”.

La vittima e il suo concittadino di 68 anni erano risultati positivi a due serie consecutive di test anticoronavirus a cui erano stati sottoposti. Un terzo test – cui entrambi sono stati sottoposti per sicurezza –  è in attesa di conferma. I campioni sono stati infatti immediatamente inviati all’Istituto Spallanzani di Roma, referente nazionale, per la conferma definitiva.

L’allerta è dunque alta ed è in corso la mappatura di tutti gli spostamenti e i contatti avuti dai due contagiati. Intanto, proprio a Vo’ saranno sottoposte nelle prossime ore a tampone 4200 persone tra cittadini e personale sanitario. Solo oggi in Italia sono stati confermati 17 casi di contagio tra Lombardia e Veneto.

Coronavirus l’esperto Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS ha parlato della situazione di Codogno e non solo. Il diffondersi del coronavirus in Italia sta creando panico e paura tra la popolazione. Il fatto che un’infezione che fino a poco fa ci sembrava così remota e distante ora sia una realtà anche per il nostro Paese sta creando caos.

A Codogno, in Lombardia, ci sono diversi casi di persone ufficialmente contagiate dal Coronavirus ed ora le autorità stanno facendo il massimo per contenere il più possibile il nuovo focolaio. Quello che è accaduto nelle scorse settimane a Roma sembra ora solo un lontano ricordo. Per fare luce sulla situazione ha parlato il noto Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. L’uomo è stato ospite de “Sono le Venti” sul Nove. Di seguito le sue dichiarazioni.

Coronavirus, l’esperto: “Il 35% degli italiani a rischio”

“Giusto che le istituzioni siano allertate ma la popolazione deve evitare psicosi. Data la posizione e la possibile espansione del coronavirus, potenzialmente sono esposti il 35% degli italiani. Un numero importante, ma parliamo comunque di una situazione contenibile. Il numero dei possibili infetti si aggira attorno alle 250-300 persone a rischio in lombardia per rapporti interpersonali con gli infetti. 

Se sono ottimista? Non la metterei in questi termini. Non mi sento di essere ottimista perché è facile essere smentiti, ma ribadisco che la patologia di per sé non è grave. L’Italia si sta muovendo benissimo. Siamo molto più preparati di altri Paesi, il sistema sanitario è pronto ad affrontare il coronavirus. Credo che i danni maggiori siano stati riportati dall’economia ed allo svolgimento della vita quotidiana”. 

Il padre del ragazzo di Codogno: “Mio figlio sta già morendo”

Parlano i genitori del “paziente zero”: “Sta malissimo, è intubato, ha iniziato a stare male domenica”. L’uomo è in gravi condizioni: è ricoverato nella rianimazione dell’ospedale Sacco di Milano. Domenica ha iniziato a non stare benelunedì mattina ha chiamato il medico di base che lo ha visitato ed ha riscontrato un’influenza” ma nessuno pensava al coronavirus. Inizia così, nel racconto dei genitori, il calvario del “paziente zero” che ha dato via al focolaio di contagio in Lombardia. “Nella notte è peggiorato, e si è recato in Pronto Soccorso” aggiunge la madre, intervistata da Fanpage.

Al pronto soccorso gli viene diagnosticata una polmonite: l’uomo è giovane, in forma, può curarsi anche da casa. Ma le sue condizioni peggiorano in breve tempo: “Dopo due ore stava peggio, è tornato in Pronto Soccorso” aggiunge la madre del 38enne infetto, diagnosi Coronavirus. In ospedale l’uomo viene intubato, e le sue condizioni si aggravano ancora. “Mio figlio è più di qua che di là” rivela il padre. “E’ giovane, forte, robusto. Lo abbiamo solo intravisto, è isolato, una situazione penosa”. I due genitori del malato sono in quarantena, ma ancora nessuno è andato a fargli i controlli, almeno a quanto dicono. A rivelare della cena del 38enne con l’amico appena tornato dalla cena è stata la moglie: anche lei è infetta. Incinta di sette mesi, è ricoverata all’ospedale Sacco.

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