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Ferrara, Federico morto di botte nel suo parco, i residenti: Era un disattatato

Federico Aldrovandi Federico Aldrovandi

Ferrara torna a confrontarsi con una ferita che non si รจ mai rimarginata: la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005, un episodio che ha scosso profondamente lโ€™opinione pubblica italiana e che, a distanza di ventโ€™anni, continua a dividere e far riflettere.

Una lettera che riaccende le polemiche

Negli ultimi giorni, una lettera anonima, scritta a mano e firmata da un presunto โ€œGruppo di famiglie di via Bologna e via Ippodromoโ€, ha riacceso le tensioni in cittร . Nel testo, i firmatari criticano duramente il libro โ€œAldro. Storia di un orrore perbeneโ€ di Michele Dalai, pubblicato da Aliberti editore, accusando lโ€™autore di aver diffuso โ€œfalsitร โ€ e di aver descritto gli abitanti della zona come โ€œtestimoni silenziosiโ€ della tragedia. Secondo i residenti, le affermazioni contenute nel volume sarebbero โ€œassurde e offensiveโ€. โ€œVorremmo sapere dove si รจ documentato per scrivere certe assurditร โ€, si legge nella missiva, che difende il comportamento dei cittadini sottolineando come โ€œfurono proprio loro a chiamare le forze dellโ€™ordine quella notteโ€.

Le accuse ai genitori di Federico

Il tono della lettera si fa poi piรน duro e polemico. I firmatari arrivano a descrivere Federico come โ€œun ragazzo disadattato, uno dei piรน facinorosi ultras della Spalโ€, spostando lโ€™attenzione sui genitori: โ€œDovโ€™erano in quei momenti? Non pensano di aver sbagliato qualcosa con quel figlio morto di botte?โ€. Nella parte finale, i residenti lamentano anche un presunto silenzio della stampa locale, accusando alcune testate, tra cui La Nuova Ferrara, di non aver dato spazio a voci critiche nei confronti della famiglia Aldrovandi. La chiusura della lettera รจ amara: un invito a โ€œcoprire tutto con un velo pietosoโ€ e a non riaprire una ferita che, a loro dire, โ€œha giร  fatto troppo maleโ€.

La replica di Michele Dalai

La risposta di Michele Dalai non si รจ fatta attendere. Lโ€™autore ha replicato con una frase secca e significativa: โ€œรˆ esattamente per questo motivo che ho scritto il libro.โ€ Successivamente, in un post sui social, ha chiarito di aver ricostruito i fatti basandosi su documenti e testimonianze attendibili: โ€œHo letto gli atti e ascoltato le persone. Federico non era un ultras, non amava lo stadio e si trovava in via dellโ€™Ippodromo da appena mezzโ€™ora. Quello che scrivono รจ falso e meschino. Quelle parole, a ventโ€™anni di distanza, feriscono ancora come le manganellate.โ€

Una ferita ancora aperta

Il caso Aldrovandi resta un tema vivo e doloroso. Non solo per la memoria di un ragazzo di diciotto anni morto durante un controllo di polizia, ma anche per ciรฒ che rappresenta: il difficile rapporto tra giustizia, veritร  e memoria collettiva. A ventโ€™anni da quella tragica notte, Ferrara continua a dividersi tra chi sente il bisogno di ricordare e chi preferirebbe lasciar scorrere il tempo, sperando che il silenzio possa, in qualche modo, lenire un dolore che invece non smette di bruciare.

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