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Inclusione scolastica e Disabilità, Avv. Nocera: “Cosa i genitori devono sapere per proteggere i loro figli”

Inclusione scolastica e Disabilità, Avv. Nocera: “Cosa i genitori devono sapere per proteggere i loro figli”
Di Laura Soria

Sabato 25 maggio si è svolto in Villa Bruno, San Giorgio a Cremano (NA) un progetto di Formazione dal titolo: Formazione X Inclusione Su Scuola e diritti di tutti gli alunni in condizione di FRAGILITà.  Come realizzare un progetto di Vita per i nostri figli disabili, dalla Diagnosi funzionale al Profilo di funzionamento.
Un evento organizzato dall’Associazione italiana sindrome x fragile e sostenuto con i fondi dell’ Otto X Mille della Chiesa Valdese.

All’Incontro Salvatore Nocera, membro dell’Osservatorio sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità della F.I.S.H. e della Federazione Italiana superamento Handicap ; nonché membro dell ‘Osservatorio nazionale permanente per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità del M.I.U.R
L’avvocato Nocera, ex- presidente FISH (Federazione italiana per il superamento dell’ handicap), afferma che una federazione  ha il vantaggio di avere in seno le più diverse associazioni  per cui non si parlerà mai solo per l’interesse di una tipologia di persone con disabilità ma si cercherà di far valere i diritti di tutti seguendo il principio, UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!
L’Avv. Salvatore Nocera continua dicendo che ci troviamo in un momento storico molto delicato per quanto riguarda la normativa dell’inclusione scolastica perché ormai sono trascorsi circa 50 anni da quando hanno iniziato ad occuparsi d’inclusione, dal ’68 circa, e poi perché molti di quanti a suo tempo si sono occupati d’inclusione scolastica ormai sono in pensione. Inoltre le famiglie avendo figli grandi, e quindi non andando piu’ a scuola,  si occupano di altri problemi e non più dell’aspetto inclusivo scolastico.
Ma soprattutto, ci troviamo in un momento politico molto delicato, perché i politici cercano di affrontare le problematiche della disabilità non dal punto di vista di un disabile ma da quello della politica del giorno per giorno non giovando assolutamente poichè tutto ciò che riguarda la disabilità ha bisogno di “tempi lunghi”, bisogna lavorare con la formazione, lavorare perché le idee penetrino dentro la testa delle persone nella prassi delle istituzioni. Bisogna dire che abbiamo avuto un grande aiuto dalla magistratura negli ultimi anni con una serie di sentenze che hanno rafforzato a livello operativo le norme di cui ci possiamo avvalere.
Ci troviamo a fine anno scolastico ed è bene conoscere il modo in cui si svolge o dovrebbe essere svolto un intero anno di scuola  così da poter essere preparati al nuovo di anno scolastico, essere a conoscenze di tutte quelle norme che favoriscono l’inclusione scolastica e facendo così valere i diritti di tutti NOI!

Come comincia la normativa nei confronti di chi deve avviarsi alla scuola?

Da sempre l’inclusione è stata preceduta da una fase di carattere sanitario, cioè la certificazione. La certificazione di disabilità o d’invalidità civile riguarda la percentuale d’invalidità che una persona ha e la certificazione di Handicap ( legge 104 del ’92) in cui ci dice se l’alunno è o non è in situazione di gravità o minore gravità. Queste certificazioni sono indispensabili ai fini, anche, dell’inclusione scolastica!
Dal 2006 con il Decreto del Presidente della Repubblica 185, è stata evidenziata una terza certificazione, quella ai fini dell’inclusione scolastica (CIS), indispensabile se si vuole avere il diritto ai benefici previsti dalla normativa. Con le modifiche approvate il 20 di maggio con il decreto delegato 66 del 2017, applicativo sulla legge della Buona Scuola a precisare che queste tre certificazioni le farà sempre la Commissione per l’ invalidità civile, presieduta da un medico legale inps, specialista nella patologia segnalata (otorino, oculista, NPI e cosi’ via) ed un pediatra se si tratta di minori.
Questa recente modifica ha voluto, proprio per rispettare la Convenzione ONU sui diritti delle persone con Disabilità che ci sia una certificazione precedente che la fa L’ASL, quest’ultima deve certificare come funziona il corpo dell’alunno con disabilità e questa è in rispetto dell’ ICF, classificazione internazionale sul funzionamento del corpo umano recepito dalla convezione ONU, il quale vuole che ci sia un profilo di funzionamento della persona a due livelli, quello sanitario e quello sociale.
Il profilo sanitario corrisponde alla diagnosi funzionale dicendo come sta il corpo di una persona in quel momento attraverso una visita, e questa è la certificazione che  le famiglie devono chiedere quando entrerà in vigore definitivamente questa norma, forse nel 2020, all’ Unità multidisciplinare dell’ Asl ;dopo ciò ci rechiamo dal medico di Famiglia facendogli inviare questa certificazione e cosi ’la commissione per l’invalidità civile , ci fisserà una data per la “VISITA”, ma più che visita potremmo definirla un accertamento, poiché l’alunno di solito non viene visitato, è un accertamento dell’ identità dell’alunno, si  guardano la documentazione ed in base a questa le tre certificazioni vengono stese dalla commissione ed ha 30 giorni di tempo per dare una risposta all’esito della visita e si ottengono queste 3 certificazioni.
Dobbiamo dire però che le Asl hanno problemi, poiché le richieste sono elevate rispetto al personale che se ne occupa e spesso, purtroppo, ci sono intervalli di circa un anno, dalla richiesta all’esito della visita.  Chissà come si farà per “accontentare” la volontà del legislatore in 30 giorni!
Il problema maggiore si presenta per la figura del Neuropsichiatra Infantile che sono in quantità davvero limitata.

Nocera: Dopo aver passato la visita, cosa succede? Si ottengono queste 3 certificazioni.

L’invalidità civile che serve ai fini eventuali pensionistici, ai fini dell’ Indennità di accompagnamento, che è sganciata dal reddito e che viene data subito mentre la pensione (tranne che per i ciechi) viene data normalmente al raggiungimento del 18° anno di età.  La Certificazione di Handicap che serve per il numero delle ore di sostegno scolastico e per chiedere i permessi ,i 3 giorni di permesso al mese retribuiti o per chiedere i 2 anni di congedo retribuito d’assenza dal lavoro durante tutto l’arco della vita lavorativa, per chi invece non è lavoratore dipendente, artigiano, libero professionista, questi benefici non ci sono, e questa purtroppo è già una discriminazione che di fatto si realizza!
Dopo aver ottenuto le certificazioni  la famiglia dovrà recarsi a scuola per chiedere che si organizzi il gruppo di lavoro che dovrà stendere il profilo di funzionamento ai fini sociali.
Di ciò ne parleremo in modo approfondito successivamente.
Vi prego di continuare a seguirmi, cosicchè potrò fornirvi delle linee guida chiare sul come muoversi in quello che potrebbe sembrare un caos totale ma soprattutto come comportarvi quando la scuola non mette al di sopra i diritti dei vostri figli.
Se nel frattempo vorrete conoscere le Schede Normative sull’inclusione scolastica potrete consultare il sito www.aipd.it/scuola.

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