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“Saman è viva, segregata in un luogo oscuro per tutto questo tempo”: L’incredibile colpo di scena

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ROMA. C’è una nuova pista nella scomparsa di Saman. Il fidanzato della ragazza scomparsa a fine aprile crede che sia viva, tenuta segregata da qualche parte dalla sua famiglia. Richiesta di arresto dell’Interpol, inoltre, per Shabar Abbas e Nazia Shaheen, i genitori della 18enne, irrintracciabili nel loro villaggio d’origine in Pakistan dal momento in cui si sono perse le tracce della figlia. Sulla coppia sfuggita alla giustizia italiana, la polizia di Islamabad ha ricevuto il loro inserimento nella banca dati come sospetti per essere localizzati e fermati, mentre nelle indagini della procura di Reggio Emilia si è passati alla rogatoria internazionale inoltrata alle autorità pachistane.

E’ tutt’altro che semplice però il percorso burocratico per l’estradizione. In assenza del corpo di Saman il ministero italiano della Giustizia non può fare altro che attendere l’arresto e seguire i tempi di un procedimento che si annuncia complesso e dall’esito per nulla scontato. Stasera su Raitre nel programma “Chi l’ha visto” verrà mostrata la testimonianza del fidanzato Ayub Saqib, il ragazo per il quale Saman ha rifiutato il matrimonio combinato dalla famiglia con il cugino Akmal, dodici anni più grande di lei e che vive in Pakistan.

Saman, secondo il fidanzato è viva

Secondo il fidanzato, Saman è stata portata via da due persone e sarebbe viva e tenuta segregata da qualche parte dalla famiglia. I suoi carcerieri in un luogo segreto sarebbero  suo zio Danish Hasnain e il cugino Numanhulaq Numanhulaq, ancora latitanti e ricercati in tutta Europa. Venerdì il tribunale del Riesame di Bologna (udienza alle 9,30) deciderà sulla misura cautelare di Ikram Ijaz, cugino della 18enne pachistana scomparsa da oltre due mesi da Novellara, nella Bassa Reggiana, e che si presume essere stata ammazzata dalla famiglia per essersi rifiutata ad un matrimonio forzato in patria.

Il 28enne si trova in carcere a Reggio Emilia dopo essere stato arrestato il 29 maggio scorso in Francia mentre stava tentando di raggiungere la Spagna in autobus, poi consegnato il 9 giugno alle autorità italiane. Ad inquirenti e magistrati ha sempre detto di essere estraneo alla morte di Saman, della quale, il corpo ancora non si trova nonostante le incessanti ricerche nei campi agricoli, sotto le serre, tra le porcilaie e i canali della zona attorno all’abitazione degli Abbas.

Saman, il corpo non si trova. Ci sono ancora speranze?

Un gruppo di archeologi di Milano si sono offerti di collaborare nelle ricerche di Saman. Un aiuto accettato dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia – guidati dal colonnello Cristiano Desideri – che stanno indagando sul caso. I militari si stanno avvalendo anche dell’aiuto di una squadra specializzati di cani della polizia tedesca che già furono utilizzati per trovare i corpi dei coniugi Neumair in Alto Adige.

Intanto i genitori della ragazza sono indagati appunto con l’accusa di omicidio premeditato, sequestro di persona e occultamento di cadavere, in concorso con lo zio di Saman (ritenuto l’esecutore materiale), un cugino della ragazza (questi ultimi due latitanti e ricercati in tutta Europa) e un altro cugino, l’unico arrestato della vicenda che si trova in carcere. E su quest’ultimo i carabinieri dei Ris hanno analizzato le unghie per accertare se via siano tracce compatibili col Dna di Saman recuperato dai vestiti della ragazza sequestrati nell’abitazione dopo la scomparsa.

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