Scuola

“Sono una docente fuori sede, ho lasciato sola la mia bambina e avrò uno stipendio da 250 euro”

“Sono una docente fuori sede, ho lasciato sola la mia bambina e avrò uno stipendio da 250 euro”

Raccogliamo lo sfogo di Teresa, docente precaria che lavora fuori sede e mamma. Uno sfogo che coinvolge una intera categoria di donne che per necessità sono costretta ad abbandonare gli afffetti familiari e emigrare in zone dove c’è più lavoro per poi non vedersi neanche riconosciuti economicamente questi sforzi e sacrifici.

“Buonasera. Sono un insegnante fuori sede.
Il mio secondo anno lontana da casa.
Mio marito ha perso il lavoro anni fà. Adesso cura e accudisce la nostra bambina.
Lei quest’anno l’ha presa meglio.
Lo scorso anno fù un duro colpo. Quando ci sentiamo… lei sfoggia i suoi sorrisi più belli.
Ma io mi soffermo sulla prima foto. E sull’ultima.

In realtà vedo la mia bambina sola.
La prima poi mi fà proprio male.
Il suo visino su quel piatto di pasta al forno.
E mi chiedo se sto facendo la cosa giusta.
La vita di un insegnante fuori sede.
Che sacrifica tutto e tutti per mettere quel piatto sul tavolo.
Sono un insegnante che non ha mai fatto un assenza sul lavoro.

Un insegnante che, lo scorso anno, ha lasciato che quella bambina, festeggiasse il suo compleanno senza la mamma. Un insegnante che ha rinunciato a vedere la sua nipotina prendere la sua prima comunione. Un insegnante che ha rinunciato ad esserci… ai diciotto anni del suo nipotone.
Sono un insegnante precaria, che deve trovare il tempo di dibattersi tra uffici e sindacati e uffici, per avere ancora… una mensilità di marzo.

Un insegnante che, in servizio dal 15 novembre su uno spezzone di nove ore, a dicembre vedrà appena una trance di 250€ appena. I pagamenti. Ritardi su ritardi. Sono triste.
Demoralizzata e triste. Mi spiace dirlo.
Ma a scuola, non veniamo nè capite nè rispettate.
Molti colleghi come me, si vedranno a Natale i contratti spezzati.
Perché noi che veniamo a sostituire, il diritto alle ferie di natale pagate, non lo abbiamo.
Questo é il mondo della scuola.

Questo. Dal nord al sud. E siamo eternamente combattute.
Perché i nostri studenti non meritano di dover ogni volta cambiare insegnante.
Perché i nostri figli non meritano le nostre mancanze.
Perché a volte le scuole… non meritano i bravi insegnanti!
I miei occhi adesso solo fermi.
Fermi alla prima foto.
Fermi su quella bambina.
La mia bambina, a cui un giorno, con tanta vergogna, dovrò chiedere scusa.

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