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Uccide la moglie e inscena un suicidio ma lei ha registrato la sua morte sul telefonino in segreto

Nicoleta Rotaru Nicoleta Rotaru

Ergastolo per Erik Zorzi: uccise la moglie e finse il suicidio. La Corte dโ€™Assise di Padova condanna il 42enne di Abano Terme. La vittima, Nicoleta Rotaru, aveva chiesto aiuto piรน volte. Ora si indaga anche sui mancati interventi. รˆ arrivata nel pomeriggio di oggi la sentenza tanto attesa: Erik Zorzi, 42 anni, di Abano Terme, รจ stato condannato allโ€™ergastolo per lโ€™omicidio della moglie Nicoleta Rotaru, 39 anni, di origine moldava. Lโ€™uomo, che aveva tentato di far passare la morte della donna come un suicidio, ha ascoltato in silenzio la lettura della sentenza in aula, pronunciata dalla giudice Domenica Gambardella, presidente della Corte dโ€™Assise di Padova.

La pena massima era stata richiesta dalla Procura di Padova, rappresentata dai pubblici ministeri Maria Ignazia Dโ€™Arpa e Marco Brusegan, che hanno sostenuto con fermezza la tesi dellโ€™omicidio volontario aggravato dalla crudeltร  e dal legame familiare. La difesa, invece, aveva chiesto lโ€™assoluzione, insistendo sulla ricostruzione iniziale che parlava di suicidio. Ma i giudici hanno dato ragione allโ€™accusa, ritenendo Zorzi colpevole di un delitto pianificato e brutale.

Un risarcimento per le figlie e i familiari

La sentenza ha disposto anche un risarcimento complessivo di oltre un milione e trecentomila euro ai familiari della vittima.

  • 380mila euro andranno alla figlia piรน piccola,
  • 370mila euro alla primogenita,
  • 280mila euro al padre naturale di Nicoleta,
  • 290mila euro alla madre acquisita,
  • 90mila euro alla sorella biologica.

Una somma simbolica, certo, che tuttavia riconosce la gravitร  della perdita e le sofferenze inflitte a una famiglia distrutta dalla violenza.

C’รจ un audio con gli ultimi istanti di vita di Nicoleta. Zorzi confessa: sono i suoi gemiti, io volevo avere un rapporto con lei

Indagini sui mancati interventi

La Corte ha inoltre disposto che gli atti siano trasmessi alla Procura Generale della Corte dโ€™Appello, per valutare eventuali omissioni da parte dei carabinieri di Abano e Montegrotto. Secondo la pm Dโ€™Arpa, infatti, Nicoleta aveva chiesto aiuto piรน volte, ma le sue denunce non avevano prodotto alcuna misura concreta.
Nel giro di due anni, tra il 2021 e il 2023, i militari erano intervenuti ben otto volte presso lโ€™abitazione della coppia per episodi di lite o maltrattamenti. Eppure, come ha sottolineato la procura, non fu mai attivata la procedura del โ€œCodice Rossoโ€ e non venne informata la Procura fino a dopo la morte della donna.
Una catena di mancanze e sottovalutazioni che, secondo lโ€™accusa, avrebbe potuto evitare la tragedia.

Il delitto e la messinscena del suicidio

Il corpo di Nicoleta Rotaru fu trovato il 2 agosto 2023, rannicchiato nella doccia del bagno di casa, con una cintura marrone stretta intorno al collo. La scena, apparentemente compatibile con un gesto volontario, aveva inizialmente fatto pensare a un suicidio. Ma qualcosa non tornava: la dinamica, gli orari e alcuni dettagli dellโ€™abitazione spinsero gli inquirenti a scavare piรน a fondo.

Il colpo di scena arrivรฒ mesi dopo, con una prova decisiva: il cellulare della vittima. La notte tra lโ€™1 e il 2 agosto, Nicoleta โ€“ forse temendo per la sua vita โ€“ aveva attivato la registrazione audio del telefono, che documentรฒ minuto per minuto ciรฒ che accadde in casa. Le registrazioni catturarono le parole dellโ€™uomo, i rumori della colluttazione e la messinscena successiva, quando Zorzi, secondo la ricostruzione della Procura, mise in scena un finto suicidio per sviare le indagini. Un documento agghiacciante, che ha tolto ogni dubbio ai giudici.

Lโ€™arresto e il processo

Zorzi era stato arrestato il 20 marzo 2024, oltre sette mesi dopo il delitto, quando le analisi forensi e i nuovi elementi raccolti avevano completamente ribaltato lโ€™ipotesi iniziale. Il processo, cominciato il 14 novembre 2024, si รจ concluso oggi dopo quasi un anno di udienze, testimonianze e perizie tecniche. La pubblica accusa ha sostenuto che lโ€™uomo abbia agito per gelosia e controllo, in un contesto di violenza domestica sistematica.

Una donna lasciata sola

Durante le udienze, รจ emerso un quadro di maltrattamenti e vessazioni durato anni. Nicoleta aveva confidato a conoscenti e colleghi le sue paure, raccontando di sentirsi in pericolo. Aveva anche contattato piรน volte le forze dellโ€™ordine, ma nessuna misura di protezione era stata disposta. ยซNon รจ stata ascoltataยป, ha sottolineato la pm Dโ€™Arpa nelle ultime battute del processo. Una frase che oggi risuona amaramente, mentre la Corte mette il sigillo finale a una vicenda che lascia dietro di sรฉ dolore, domande e un senso di ingiustizia che va oltre la condanna.

Dopo la sentenza

Erik Zorzi รจ stato riportato in carcere, dove sconterร  la pena dellโ€™ergastolo, con tutte le limitazioni previste per i reati di femminicidio. Nel frattempo, la Procura Generale valuterร  le responsabilitร  di chi โ€“ pur avendo ricevuto segnali chiari di pericolo โ€“ non ha agito in tempo. La speranza, come hanno sottolineato i familiari di Nicoleta fuori dallโ€™aula, รจ che il sacrificio della donna serva almeno a cambiare qualcosa, perchรฉ altre vittime non vengano piรน lasciate sole.

 

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