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Autocertificazione Coronavirus, Basta fotocopie in borsa: Ecco la versione digitale per il cellulare, facile da compilare. Ecco il link

Autocertificazione Coronavirus, Basta fotocopie in borsa: Ecco la versione digitale per il cellulare, facile da compilare. Ecco il link

Avere a portata di mano una autocertificazione per gli spostamenti è indispensabile in tutta Italia in seguito al provvedimento adottato dal Governo in linea con le misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Non è necessario portare con sé una copia cartacea del certificato, si può anche utilizzare una versione digitale da tenere sul cellulare che si può compilare al link https://autocertificazionespostamenti.it/

Coronavirus: multe, denunce, accuse di omicidio e reclusione fino a 21 anni. Ecco cosa si rischia se si violano le regole e si gira senza autocertificazione

Multe, sansioni e denunce anche per omicidio. Questo è quello previsto per chi viola le restrizioni attuate dal governo in questi giorni in cui si cerca di far fronte all’emergenza Coronavirus. Si tratta di provvedimenti che verranno messi in atto dalle autorità senza eccezioni. L’avvocato Piergiorgio Assumma, penalista, ricorda le sanzioni penali previste per i trasgressori.

Per chi trasgredisce le regole è previsto l’arresto fino a 3 mesi o multa fino a 206 euro, secondo quanto stabilito dall’articolo 650 del codice penale, in riferimento a norme imposte “per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o di ordine pubblico o d’igiene”. Le sanzioni scatteranno  per chi esce di casa senza un valido motivo o continua a tenere aperta un’attività.

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Chi esce senza valido motivo e dichiara il falso in un’autocertificazione, dicendo ad esempio di andare dal medico o a lavoro quando invece fa altro, rischia fino a 2 anni di carcere.  Il reato contestato è di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico come prevede l’articolo 483 del codice penale. In questo caso ai trasgressori sarà contestata in aggiunta anche la violazione dell’articolo 650 del codice penale sulla “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Si rischia fino a 5 anni di carcere se un soggetto viene sorpreso a diffondere intenzionalmente germi patogeni. In questo caso, secondo l’avvocato, scatta l’accusa di delitti colposi contro la salute pubblica. È la definizione di reato previsto dall’articolo 452 del codice penale. Chi, contagiando volontariamente con il virus, provoca una lesione a qualcuno da cui deriva una malattia fisica o mentale, è punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni se la malattia non dura più di 20 giorni. Se la malattia conseguente mette in pericolo la vita della persona o se provoca un’incapacità a lavorare per più di 40 giorni la reclusione prevista è dai 3 ai 7 anni. Nell’ipotesi più grave in cui la lesione dovesse provocare la perdita di un organo è prevista una reclusione fino a 12 anni.

La sanzione più pesante è fino a 21 anni di carcere perché fa capo all’ipotesi di omicidio, come prevede l’articolo 575 del codice penale e scatta per chi ad esempio sa di essere contagiato da Coronavirus, dovrebbe stare in quarantena e invece esce di casa o dal luogo di isolamento forzato. Valida anche per chi scappa da un ospedale, sapendo di essere malato.

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