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La poesia della festa della mamma in quarantena, e la storia della prima mamma festeggiata, “era una maestra”

La poesia della festa della mamma in quarantena, e la storia della prima mamma festeggiata, “era una maestra”

L’origine della festa della mamma

La festa della mamma ha origini antichissime, gli antichi Greci dedicavano alle loro madri un giorno dell’anno, festeggiando la dea Rea, madre degli dei. Feste in onore della nascita e della maternità, venivano celebrate anche tra gli antichi Romani, che salutavano l’arrivo di maggio e della primavera con un’intera settimana di festività, dedicate alle rose e alle donne. Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio, ricordavano la dea dei fiori e regalavano rose alle loro amate.

Evoluzione della Festa della Mamma

Una “festa della mamma”, veniva celebrata nell’Inghilterra del 1600 e cadeva la quarta domenica della Quaresima ed era chiamata “Mothering Sunday”. Quella festa era tanto importante, che era stabilito per legge, che chi lavorava lontano da casa poteva tornare quel giorno dai genitori e onorare la propria madre, offrendole il dolce “Mothering cake”. Ma era una festa di derivazione pagana e la Chiesa, la inglobò nei suoi riti, trasformandola nel giorno in cui si celebrava la “Madre della Chiesa”: forza spirituale della vita e protezione dal male e la madre terrena.

La moderna festa della mamma

La festa della mamma fu istituita nel 1914 negli stati Uniti su proposta di Anna M. Jarvis. Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton, nel West Virginia. Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d’affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.

Il “Mother’s Day”

Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l’anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908. Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse. Nel 1914 il presidente Woodrow Wilson annunciò la delibera del Congresso per festeggiare questa festa la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per tutte le madri d’America.

La Festa della Mamma nel mondo

Oltre agli Stati Uniti questa festa è celebrata la seconda domenica di maggio anche da Turchia, Danimarca, Finlandia, Australia e Belgio. In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio, in Argentina la seconda di ottobre. In Francia la mamma viene festeggiata l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia. In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.

La simbologia della festa della mamma

Anna Jarvis, la prima promotrice di questa festa scelse come simbolo di questa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse. Oggi I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l’amore e la bellezza e sa testimoniare l’affetto e la riconoscenza dei figli, che alcune volte restituiscono con l’amore anche preoccupazioni (le spine). L’usanza di regalare rose rosa alle mamme e di portare rose bianche sulle tombe delle mamme morte è quasi mondialmente diffusa.

Poesia per la festa della mamma in quarantena

Oggi che siamo in quarantena è ancora più centrale e importante il ruolo della mamma che non può essere supportata da nessuno se non dal papà in questo momento di difficoltà e isolamento. Per questo abbiamo scelto una poesia che la celebri proprio in questo momento:

La mia mamma è assai speciale,

vi racconto quanto vale

Proprio in questi giorni strani

chiusi in casa e senza uscire

ho scoperto che possiede

qualità a non finire!

Ha pazienza e tanto amore,

mi sorride e scalda il cuore

poi racconta le storielle

e disegna cose belle.

Mi prepara pane e pasta

e un mio bacino solo basta

per cancellare la sua stanchezza

e riempirla di dolcezza.

Se resto a casa e da un po’ non esco più

non importa mammina

il mio mondo sei tu

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