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Terremoto al Sud Italia: Due scosse in poche ore. “Paura e gente in strada”

SCOSSA TERREMOTO OGGI ITALIA – In questo articolo sono riportate in tempo reale tutte le ultime notizie sulle scosse di terremoto in Italia, oggi lunedì 5 agosto 2019: la magnitudo, l’epicentro, l’orario della zona colpita dal sisma. La lista delle principali rilevazioni di INGV (Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia), città per città, regioni per regioni, ora per ora.

Ore 08.25: scossa in provincia di Cuneo

Un terremoto di magnitudo 2.3 è stato rilevato questa mattina alle 08.25 nella provincia di Cuneo. L’epicentro è stato localizzato a 4 chilometri a Nord-Est del comune di San Damiano Macra, mentre l’ipocentro ha avuto una profondità di 12 chilometri. Non sono arrivate comunicazioni di danni a cose o persone.

Ore 06.48: nuova scossa a largo di Messina

Alle 06.48 una nuova scossa di terremoto, stavolta di magnitudo 1.4, è stata registrata sulla costa siciliana nord-orientale, a largo del comune di Messina. L’ipocentro ha avuto una profondità di 9 chilometri e anche in questo caso non sono stati registrati danni anche se in molti hanno avvertito la scossa.

Ore 03.04: scossa in provincia di Campobasso

Alle 03.04 di stamattina un terremoto di magnitudo 1.5 ha colpito la provincia di Campobasso, con epicentro a 2 chilometri a Sud-Est del comune di Campomarino e ipocentro a 10 chilometri di profondità. La scossa per fortuna non è stata avvertita dalla gran parte della popolazione.

Ore 01.36: scossa a largo della Sicilia

Nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 agosto 2019 un scossa di terremoto, di magnitudo 1.7, ha colpito la zona della costa siciliana nord-orientale, a largo di Messina. Secondo l’Ingv, l’ipocentro ha avuto una profondità di 8 chilometri. Non sono stati registrati danni a cose, edifici o persone. Anzi, gran parte della popolazione messinese non ha neanche avvertito la scossa di terremoto di stanotte.

Terremoto, Sotto le acque della Sicilia sono stati scoperti sei vulcani sottomarini

Cosa si cela nelle acque della Sicilia? La risposta, a quanto pare, non è ancora così scontata. Se pensate che ormai i fondali del mar Mediterraneo siano ben conosciuti dagli esperti, vi state sbagliando. Proprio in questi giorni, infatti, sono emersi dei dati sconcertanti.

Un team di ricercatori italiani appartenenti all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale hanno scoperto una nuova serie di vulcani sottomarini che fino ad oggi non erano mai stati individuati. Sono situati nel tratto di mare che va da Mazara del Vallo a Sciacca, nella Sicilia meridionale, a pochi chilometri dalle coste. Che questa zona fosse ricca di rilievi vulcanici sommersi non è una sorpresa: poco più a sud conosciamo l’esistenza del Banco di Graham, di cui fa parte anche il vulcano sottomarino che ha dato origine all’isola Ferdinandea.

sei nuovi vulcani individuati dai ricercatori sono tutti localizzati in un raggio massimo di 22 km dalla costa siciliana: il più vicino, chiamato Actea, si trova ad appena 7 km da Capo Granitola, importante punto d’osservazione scientifico, ma anche località di villeggiatura molto apprezzata da chi si reca in vacanza in Sicilia.

Le caratteristiche finora emerse dallo studio dei fondali di questa zona sono particolarmente interessanti. I tre vulcani situati più a nord hanno una morfologia a cono di tufo, mentre gli altri sono di forma tronco-conica. L’attività magmatica di questi rilievi risale al periodo del Quaternario, ovvero nel Neozoico.

Actea, inoltre, presenta un dettaglio particolare: ha una colata lavica di oltre 4 km di estensione, un evento davvero raro per un vulcano situato nel Canale di Sicilia. Le due campagne esplorative condotte dai ricercatori a bordo della nave da ricerca Ogs Explora ha dunque dato i suoi frutti.

Già in precedenza, come rivelato dal ricercatore Emanuele Lodolo, gli esperti avevano presupposto l’esistenza di tre ulteriori vulcani in questa zona, ma il rinvenimento di sei rilievi sommersi è davvero stupefacente. E dimostra come la morfologia dei fondali marini sia ancora poco conosciuta. Tutti i dettagli relativi a questa importante scoperta sono stati pubblicati in uno studio sulla prestigiosa rivista Marine Geology.

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